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Tre progetti per fare emergere le aziende straniere

Un momento del convegno a palazzo Buonamici
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Un momento del convegno a palazzo Buonamici

Prato, Asci, Face e Integrazione imprenditoriale hanno già coinvolto più di 150 aziende. Il cartone animato "Molly" rivolto alle imprese cinesi

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PRATO. La risposta è spesso quella di non sapere. Accade di frequente tra gli imprenditori stranieri di Prato (per lo più cinesi) multati per un impianto non a norma, per cucine e bombole del gas distese accanto ai macchinari o per irregolarità nei registri.

"Così, anche se l'ignoranza non può mai essere addotta a scusante, assieme ai controlli nelle aziende e alle sanzioni è giusto lavorare anche sulla prevenzione, sulla comunicazione e sull'integrazione, un'integrazione auspicata che farebbe la fortuna e un'ulteriore punto di forza della città" sottolinea l'assessore alle attività produttive della Toscana, pratese, Stefano Ciuoffo.

Ben venga così una squadra di giovani tecnici e manager con conoscenze culturali e linguistiche in grado di far breccia nel muro che troppo a lungo ha diviso tra loro le diverse comunità straniere nel particolarissimo distretto della moda pratese. E ben vengano anche metodi di comunicazione più diretta come ad esempio Molly, il cartone animato disponibile in streaming su YouTube e condiviso sui social - wechat sopra tutti, per la sua ampia diffusione tra i cinesi - capace di dispensare consigli per la buona impresa. Consigli diluiti in più episodi e apparentemente banali e scontati, ma che banali in fondo non sono: dal non cucinare nei luoghi di lavoro al di fuori degli spazi a questo adibiti, che oltre a non essere sicuro fa rischiare anche multe onerose e per questo non si dovrebbe fare, dagli impianti elettrici che devono rispettare precisi standard alla corretta gestione dei rifiuti speciali.

Il progetto, che punta far emergere e regolarizzare le imprese che oggi a Prato regolari non sono (e a integrarle), è finanziato dalla Regione Toscana e dalla Provincia, assieme anche alla Camera di commercio. I primi esiti sono stati presentati oggi, giovedì 26, nel corso della tre giorni che la città (e la Regione) dedicano al racconto di una città che cambia. Anzi i progetti sono ben tre - Asci, Face e Integrazione imprenditoriale – ed hanno già coinvolto più di 150 aziende.

C'è un numero che aiuta a capire l'importanza della prevenzione: un numero che riguarda un altro progetto, il piano "Lavoro sicuro" lanciato sempre dalla Regione a settembre dell'anno scorso dopo il rogo della Teresa moda, che inghiottì sette operai che in quel capannone pratese lavoravano, vivevano, dormivano e spesso mangiavano. Quel numero racconta che, una volta multate, più di otto aziende su dieci si mettono in regola, otto aziende pratesi straniere su dieci, tutte a conduzione cinese. Non chiudono e spariscono nel nulla come accadeva un tempo, per poi rinascere con un altro nome e in un altro capannone, ma invece pagano e, dopo aver pagato, alla seconda visita di controllo dimostrano di essersi messa in regola.

"Per questo - conferma Ciuoffo - la Regione Toscana ha deciso di muoversi su un doppio binario: non solo controlli, ma anche prevenzione. Multare ma anche spiegare e insegnare cosa correttamente si dovrebbe fare: alle aziende di imprenditori cinesi ma non solo a loro".

Consulenze alle aziende. I tre progetti sono presto raccontati. I tecnici Asci – ne sono stati formati quattordici: sei di origine cinese, sette italiani e una rumena – visitano le aziende che volontariamente aprono le loro porte. L'acronimo sta per agenti per lo sviluppo di culture e imprese, di fatto sono dei 'mediatori' coinvolti anche in altri interventi. Di imprese negli ultimi mesi ne hanno visitate settantacinque (69 cinesi, due pakistane e quattro italiane), sulle oltre quattromila di tutto il distretto. Eseguono un check up sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, i contratti, l'igiene e gli aspetti fiscali, registrano cosa non va e alla fine forniscono indicazioni operative su come risolvere i problemi riscontrati. Consulenze sono offerte anche con il progetto Face, che sul fronte della comunicazione si è inventato il cartone animato Molly a cui ha dedicato un servizio anche la tv di Stato cinese, ha ideato anche un software informatico bilingue e pubblicazioni. Il progetto Integrazione imprenditoriale nasce invece in sinergia con la Camera di Commercio di Prato, che da anni, come la Regione, lavora sul tema dell'inserimento dell'imprenditoria straniera nel tessuto economico cittadino. Tre aziende su dieci iscritte alla Camera di commercio sono straniere. Il progetto, tuttora in corso, da aprile dell'anno scorso ha già coinvolto oltre quaranta imprese.

A tirare le fila del confronto l'ospite d'onore della mattinata il sinologo Francesco Boggio Ferraris, direttore della formazione alla Fondazione Italia-Cina, e Matteo Biffoni, nella veste di sindaco ma anche di presidente della Provincia.

Puntare tutto sul dialogo e sulla comprensione dei modelli culturali e sociali che stanno alla base dei comportamenti. E' questo l'invito che Boggio Ferraris ha rivolto a Prato e ai pratesi consigliando non di spogliarsi della propria cultura, ma di “capire che cosa indossano gli altri. Su codici e consuetudini le distanze possono essere siderali – ha spiegato il sinologo – In Cina ad esempio l'autore non è mai importante, si parla solo dell'opera, da qui la difficoltà a comprendere diritto d'autore e griffe”.

Dalla “cultura del materasso” sotto la scrivania della multinazionale cinese Huawei per dormire in ufficio, che può aiutare a comprendere meglio l'abitudine dei dormitori nei capannoni, all'obbligo sociale di iniziare ogni rapporto cominciando dai capi e non dagli operatori, Boggio Ferraris ha percorso con la platea dei partecipanti una sorta di breve e suggestivo viaggio nella quotidianità cinese. “Prato è una realtà importantissima nel difficile percorso del dialogo multiculturale, ma corre il rischio di rimanere intrappolata nelle immagini stereotipate stile Iene e Striscia la notizia, e che il lavoro vero, quello rappresentato dai progetti presentati stamani, non emerga”, ha concluso.

“Prato è la città più contemporanea d'Italia, è creativa e multiculturale. La nostra comunicazione a questo deve puntare, valorizzando patrimonio artistico e alta qualità della produzione tessile – ha aggiunto Matteo Biffoni – Costruire il presente e soprattutto il futuro di Prato è una sfida difficile ma entusiasmante. Non solo abbiamo la comunità cinese più grande d'Italia e anche 118 etnie con numeri importanti, ma una fetta del nostro tessuto produttivo parla straniero. E un progetto efficace di città passa anche dal dialogo con queste imprese. I controlli proseguono, troviamo ancora troppe aziende non in regola, ma qualcosa comincia ad andare nel giusto verso. Siamo la prima provincia italiana per esportazioni di tessuti, abbiamo 800 aziende ICT e un sistema scolastico integrato che funziona. Dobbiamo solo raccontarlo meglio”.

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Parlare agli stranieri. A come si comunicano le regole e come soprattutto lo si fa con gli stranieri è stata dedicato anche un altro evento specifico, ieri (mercoledì 25 novembre) al Pin, ovvero l'università di Prato, che con il Centro Inter-Azioni sperimenta forme innovative di comunicazione. Spesso non si tratta infatti solo di un problema di lingua e tradurre un vademecum non sempre è sufficiente con persone che hanno un'altra cultura e modi diversi di pensare e interpretare le informazioni. Per i cinesi è stato così ideato il sito imprenditoreinformato.it, accessibile da smartphone e interattivo, con una raccolta delle principali normative legate al mondo dell'impresa. Con l'aiuto del Centro inter-azioni del Pin è stato realizzata anche una guida all'accesso dei servizi sociali. Era stato notato infatti che i cittadini di alcune nazionalità non frequentano gli sportelli socio-sanitari, facendo pensare che probabilmente non ne sono a conoscenza o che c'è un difetto di informazione sui servizi.

 

Raccontare Prato. Si concluderà domani, venerdì 27 novembre "Progetto Prato. Racconti di una città che cambia" la tre giorni per illustrare i risultati degli interventi più importanti realizzati attraverso il progetto ideato e promosso dalla Regione Toscana che ha preso il via mercoledì 25 novembre.

Dalle 9.30, con i saluti e le introduzioni affidate al presidente del Pin Maurizio Fioravanti, chiuderà la manifestazione l’evento “Raccontare Prato” che si terrà nell'aula magna dell'università. L'evento vuole stimolare una riflessione sull’immagine di Prato, capire se è distorta, cosa si può fare per cambiarla e per raccontare le esperienze positive della città. Come sta cambiando l’immagine di Prato? Che contributo ha dato l’intervento alla città? Su cosa bisogna puntare adesso per rendere strutturali i cambiamenti?

Alle 10, Vinicio Biagi, dirigente responsabile della Regione Toscana per il Progetto Prato, ricostruirà il percorso del progetto. 

A quasi due anni dal tragico rogo di Teresa Moda, dove persero la vita 7 operai cinesi, una tavola rotonda su questi temi sarà animata dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, dal sindaco di Prato Matteo Biffoni, e dall’assessore regionale alle attività produttive Stefano Ciuoffo, che si confronteranno con due giornalisti di testate internazionali: Rachel Sanderson del Financial Times e Mingxin Yin del People’s Daily China. 

Le conclusioni saranno affidate al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.


 

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