Maleducazione e inefficienza per una visita all’ospedale
PRATO. Una piccola odissea tra molta maleducazione e inefficienza e qualche squarcio di gentilezza. E’ il racconto di Katiuscia Breschi, affetta da disabilità motoria, che il 24 novembre doveva...
PRATO. Una piccola odissea tra molta maleducazione e inefficienza e qualche squarcio di gentilezza. E’ il racconto di Katiuscia Breschi, affetta da disabilità motoria, che il 24 novembre doveva sostenere una visita reumatologica all’ospedale prenotata con il Cup. «L’impiegata al bancone mi dà indicazioni poco chiare e frettolose - dice - e quando le chiedo per cortesia di ripetermi il percorso, mi dice che è li dalle 6.45 e non ne può più. Come se fosse colpa mia». Arrivata a destinazione, in un altro padiglione, la signora viene fatta sedere in attesa del dottore. Ma quando arriva, la sua reazione è sgarbatissima. «Il dottore entra trafelato e alterato, mi guarda e grida: "Chi l'ha fatta entrare?” Guarda un foglio e dice: “Non la visito, lei doveva esser qui alle 9.30”. Le assistenti e la responsabile spiegano che i ritardi sono dovuti a un problema del server e si scusano. Ma è questo il modo?». Beffa finale. Uscendo la signora Breschi si ferma alla macchinetta del caffè, fa per sedersi, e tutta la fila di tre sedie si ribalta, senza che nessun cartello segnalasse il pericolo. «E’ una sanità di cui vergognarsi», conclude.
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