Il Tirreno

Prato

Assegnazioni e stipendi, mattinata di tensione

di Alessandra Agrati
Gli insegnanti al Gramsci-Keynes convocati per le assegnazioni
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Gli insegnanti al Gramsci-Keynes convocati per le assegnazioni

Prato, al Gramsci-Keynes insegnanti convocati per le assegnazioni nella primaria fino al 30 giugno. La contestazione di chi non era stato inserito in prima fascia

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PRATO. Aria pesante oggi, martedì 24, al Gramsci-Keynes,  alle convocazioni per le conferme delle cattedre al 30 giugno nella scuola primaria. Sul tavolo due problemi: il dilemma se bloccare le assegnazioni visto che nelle graduatorie di prima fascia non sono stati inseriti gli insegnanti che si sono diplomati prima del 2001, nonostante la sentenza del Consiglio di Stato favorevole all' immissione, e la denuncia della mancanza degli stipendi per alcuni insegnanti.

“Ho preso servizio il 15 settembre – spiega Gianna Bennati - ma ad oggi non sono ancora stata pagata. Epure tutti i giorni vado a scuola per fare il mio lavoro. Contemporaneamente percepisco la disoccupazione dall' Inps, nonostante le numerose comunicazioni inviate a sospenderla. Probabilmente come è successo gli scorsi anni a gennaio mi salderanno tutti gli arretrati e contemporaneamente l'Inps rivorrà i soldi che mi sta dando ora. E' impossibile lavorare in queste condizioni”.

Bennati si trova, comunque, in compagnia: sono in tanti a non ricevere lo stipendio, soprattutto chi si trova a lavorare a spot. “Ho lavorato in totale 30 giorni – spiega Agnello Salvatore Lamberti – e non ho ancora percepito il mio compenso. E' già difficile la vita da precario, ma così è insostenibile. E poi la chiamano buona scuola”.

Tutti concordi, quindi, nel denunciare un problema, che non è attribuibile alle segreterie scolastiche, ma allo stesso Ministero. Molto più complessa , invece, la questione delle graduatorie anche perché non c'è accordo fra gli stessi insegnanti: alcuni si sono sbilanciati e avrebbero voluto chiedere i blocco delle assegnazioni delle cattedre, altri invece hanno preferito mantenere lo status quo. Di fatto hanno vinto i secondi, nonostante i vari proclami lanciati durante la mattinata. A creare panico l'annuncio da parte della commissione che chi aveva fatto ricorso non era stato ammesso nella graduatoria di prima fascia, e quindi rimaneva nella seconda e che, fra dieci giorni, ci sarebbe stata una nuova assegnazione di posti, probabilmente 30. Rinunciare a fare ricorso è in pratica abdicare al diritto di accedere, il prossimo anno alle graduatorie di prima fascia, dove molti degli insegnanti hanno punteggi alti. Di fatto però chi lavora continua a farlo, ma in una fascia che non è di sua competenza.

Anche i sindacati non si sono trovati concordi: la Uil ha minacciato di chiamare le forze dell' ordine perché non è stata rispettata la sentenza del Consiglio di Stato, ma poi la telefonata non è stata fatta, la Cgil dapprima, insieme alle altre sigle, ha dato il nulla osta perchè le convocazioni avvenissero, poi, su sollecitazione degli iscritti ha chiesto la sospensione. L'intervento della commissione, formata dai dirigenti scolastici, ha poi convinto gli insegnanti a desistere dal bloccare le nomine.

 

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