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"Non accettiamo la Varvarito a San Giorgio un giorno in più": dura posizione dei Comitati cittadini
Il 30 scade l'autorizzazione provvisoria. Il coordinamento dei comitati minaccia di rivolgersi alla procura."Adesso basta, siamo i paesi-Cenerentola di Prato"
PRATO. C’è un luogo a Prato che non ha la considerazione di altre zone del Comune. Dal momento che tutto ciò che c’è di pericoloso per la salute dei cittadini e che arreca disagio, di fatto, finisce lì. A sostenere di essere la Cenerentola della città sono i cittadini dei paesi di San Giorgio, Santa Maria a Colonica, Fontanelle e della zona sud rappresentati dal coordinamento dei comitati per la salute della piana di Prato e Pistoia insieme al neonato comitato di Prato sud che ha messo al centro dei prossimi impegni il caso Varvarito.
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In questo caso non si tratta di una priorità dal punto di vista della salute, altri impianti preoccupano assai di più i comitati, ma lo è per quanto riguarda il calendario. L’azienda era stata infatti sistemata provvisoriamente in via del Ferro e il 30 novembre scade questa autorizzazione.
“Mancano pochi giorni alla scadenza, definita dagli stessi atti amministrativi inderogabile – commenta Gianfranco Ciulli in rappresentanza dei Comitati – e ancora non abbiamo visto nessuno che comincia a smantellare. Se c’è una cosa chiara però è che lì la Varvarito non può stare dal momento che si tratta di un terreno agricolo. Almeno che anche a noi, se compriamo un terreno agricolo, non decidano di farcelo diventare edificabile”.
Se Varvarito non se ne va, i Comitati provocatoriamente chiederanno varianti per terreni agricoli che loro stessi acquisteranno e chiederanno un appuntamento al procuratore capo Nicolosi per presentare un esposto. “Figurarsi - è sempre Ciulli a parlare - che la Varvarito ha cementificato una strada poderale per accedere al terreno. La Provincia ha diffidato l’azienda e il Comune ha sanato la situazione. Con Biffoni che ha rappresentato entrambi gli enti”.
Varvarito è per i comitati la punta dell’iceberg.
“In questa zona della città abbiamo il vecchio inceneritore di Baciacavallo e quello nuovo, i parcheggi del Ctp, il traffico pesante (e non solo) dei depositi di Esselunga e Mef e, oltre alla pista dell’aeroporto che se verrà realizzata ci regalerà gli aerei sulla testa, anche le serre abusive realizzati dai cinesi che per innaffiare i loro prodotti stanno facendo dei pozzi. Peccato che la falda, come sappiamo, è avvelenata. E per non farsi mancare niente anche il campo nomadi. E tutto questo senza che ci sia una relazione sull’impatto complessivo che tutta questa situazione ha dal punto di vista ambientale e sulla salute sui cittadini. Anzi, abbiamo chiesto i dati grezzi relativi alle nostre frazioni (per mortalità, ricoveri, cause di morte, incidenza delle patologie) e non ce li danno”.
Troppo per i residenti. Così troppo che è nato anche un nuovo Comitato per affiancare gli esistenti e per riuscire a segnalare tutte le difficoltà che via via arrivano. Lunedì sera, ore 21, è fissata un’assemblea nei locali della parrocchia di Castelnuovo per affrontare tutti i temi da portare avanti come comitato di Prato Sud.
Mentre la prossima settimana saranno resi i noti i dati sulla rilevazione della qualità dell’aria che il Coordinamento dei comitati ha commissionato a un istituto nazionale.
“La diossina è una cosa seria e lo scorso settembre sono stati registrati dall'Arpat sforamenti dell'inceneritore di Baciacavallo – dice Daniele Baldi – in passato ci hanno sempre detto che non si sa da dove arrivi l'emissione inquinante ma noi sappiamo che la diossina ha un suo dna che consente di individuare la fonte. E noi vogliamo avere chiaro da dove arriva l'inquinamento registrato nei nostri paesi".
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