Prevenire la guerra La singolare teoria di Virginia Woolf
Proseguono fino al 20 novembre le repliche dello spettacolo di Paola Bigatto e Lisa Capaccioli
PRATO. Come uscire da teatro e ritrovarsi in guerra. Proprio così, perché venerdì 13 novembre verrà ricordato come il giorno in cui, dopo l'attacco terroristico dell'Isis a Parigi, nessuno potrà più sentirsi al sicuro. Col senno di poi, una volta usciti dal teatro Magnolfi, dove lo spettacolo prodotto dal Teatro Metastasio rimarrà in scena fino al 29 novembre, la visione di "Virtù dell'oscurità" ci appare profetica. Ma ancor più profetiche risuonano le parole che la Woolf scrisse in risposta alla domanda di un avvocato londinese: cosa fare per prevenire la guerra? L'operazione delle registe e drammaturghe Paola Bigatto e Lisa Capaccioli di trasformare il libro in un testo teatrale non convince del tutto; non sempre un'attrice di personalità e un buon libro sono elementi essenziali per la riuscita di uno spettacolo. Elena Ghiaurov, che interpreta la scrittrice, opta per una recitazione sopra le righe quasi caricaturale, mostrandoci una Woolf dai toni saccenti un po' arrogante e pedante. I tre giovani attori diplomati alla scuola del Met (Valentina Cipriani, Francesco Dendi, Antonella Miglioretto), oltre che svolgere la funzione di servi di scena, fungono da contraltare alla preponderante presenza della protagonista dando corpo ai tre personaggi (l'avvocato pacifista, la direttrice di una scuola femminile, e la presidente di un'associazione per le donne lavoratrici) cui verrà donata una ghinea ciascuno. Il tutto inframmezzato da dolci cantilene che ricordano antiche marce militari e da estemporanee proiezioni di foto di guerra a testimoniare il flagello bellico. Rimane il testo, che partendo dalla questione femminile riflette a tutto tondo sul tema dell'istruzione e del mondo del lavoro. La Woolf compie un'analisi spietata tutta incentrata sul ragionamento in un'ottica liberale e libertaria svelando fino in fondo le ipocrisie della società dominante, spingendosi a stilare una sorta di manifesto pauperista. Povertà, castità, derisione, libertà dai finti legami di fedeltà sono i valori sui cui ergere un nuovo modello culturale. Antigone, che segue la legge della compassione e tradisce la legge degli uomini, è l'eroina di riferimento. L'antidoto a una società maschilista votata alla guerra è la creazione di una associazione denominata "La società delle estranee" che sceglie l'"oscurità", intesa come rendersi clandestini e irriconoscibili, quale strategia per incidere sulla realtà. Davvero un contro-manifesto per la società contemporanea dove la visibilità, il successo e il denaro sembrano al contrario gli unici valori da perseguire. Ma questa lezione sarà in grado di fermare il terrore?
Leone Barilli
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