Dolcetta candidato alla successione di Zonin
PRATO. E’ Stefano Dolcetta, amministratore delegato della Fiamm e vicepresidente nazionale di Confindustria, il nome più accreditato per la successione al presidente Gianni Zonin alla guida della...
PRATO. E’ Stefano Dolcetta, amministratore delegato della Fiamm e vicepresidente nazionale di Confindustria, il nome più accreditato per la successione al presidente Gianni Zonin alla guida della Banca Popolare di Vicenza. Un nome speso ieri dal Corriere della Sera nell’articolo dedicato all’immediato futuro della banca. Martedì 10 novembre si riunirà il consiglio d’amministrazione che riceverà le dimissioni del presidente Zonin. Un epilogo abbastanza prevedibile dopo le burrasche finanziarie e giudiziarie attraversate negli ultimi mesi dall’istituto vicentino.
Ieri, tra l’altro, i sindacati Cgil Fisac, Unisin, Cisl First e Fabi hanno ricevuto la comunicazione ufficiale degli aventi diritto al Fondo pensionistico: 292 dipendenti di cui 30 hanno già maturato i requisiti pensionistici al 31 dicembre 2015 e 262 che matureranno i requisiti entro il 31 dicembre 2019 data di scadenza dell’eventuale fondo. I sindacati spostano l’accento su altri interventi che la banca è chiamata a programmare nel prossimo futuro: «assunzioni che prevedano un ricambio generazionale, tutela sulla mobilità, chiusura di tutti i contratti di collaborazione, drastica riduzione delle consulenze esterne».
Un’assemblea pubblica per gli azionisti della Banca Popolare di Vicenza per capire come muoversi per tutelare i propri interessi. A organizzarla è la Federconsumatori di Prato e della Toscana venerdì 6 novembre , alle 17, alla Camera di commercio di Prato. «Gli azionisti – fanno sapere dall’associazione dei consumatori - dopo il comunicato del Consiglio di amministrazione della Banca Popolare di Vicenza dell'aprile scorso si sono trovati in possesso di azioni svalutate di colpo del 23% rispetto al valore di acquisto. Grande è l’amarezza dei risparmiatori possessori di titoli BPV, i quali a seguito della decisione della Banca, oltre alla potenziale perdita di capitale hanno subito la “beffa” di vedere aumentare nel tempo il valore delle azioni Banca Popolare di Vicenza, quando le altre banche popolari hanno visto chi più chi meno, diminuire i valori delle loro quotazioni».
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