Il presidio
Spacciatori italiani alle dipendenze dei nigeriani
PRATO. I carabinieri hanno arrestato due nigeriani di 34 e 49 anni e due italiani di 33 e 46 anni (una donna e un uomo) per detenzione di droga ai fini di spaccio. Le indagini sono iniziate in...
PRATO. I carabinieri hanno arrestato due nigeriani di 34 e 49 anni e due italiani di 33 e 46 anni (una donna e un uomo) per detenzione di droga ai fini di spaccio.
Le indagini sono iniziate in seguito a un decesso per overdose il 2 maggio 2012, quando i carabinieri scoprirono che uno dei nigeriani aveva fornito la dose letale alla vittima. In suo possesso vennero trovati 200 grammi di eroina purissima. In quel perido vennero arrestati anche i due italiani e l'altro nigeriano, perché si riteneva che facessero parte dello stesso gruppo di spacciatori.
L'indagine sembrava finita lì, ma negli ultimi tempi i carabinieri si sono accorti che i quattro avevano ricominciato a spacciare. Dicono i carabinieri che il nigeriano arrestato per aver ceduto la dose mortale ha scontato circa un anno di custodia cautelare, ma evidentemente lui e i suoi tre amici non hanno cambiato le proprie abitudini. Lui per mangiare frequenta la Mensa La Pira, ma il suo vero lavoro sarebbe lo spaccio di droga. Secondo gli inquirenti i quattro vanno a procacciarsi i clienti nella zona della stazione del Serraglio e poi il capo, uno dei due nigeriani, mandava i pusher, il connazionale e i due italiani, ai giardini di viale Montegrappa, ai giardini di viale della Repubblica vicino all'argine del Bisenzio, in via Valentini, davanti al Lidl di viale della Repubblica e dietro al Tribunale, accanto alla chiesa della Madonna dell'Ulivo. Gli spacciatori hanno deciso di evitare la zona di via Pier Cironi perché in questo periodo è troppo controllata.
I carabinieri hanno accertato che il cliente chiama lo spacciatore e gli viene detto dove andare a ritirare la droga. La sostanza stupefacente, ha spiegato il colonnello Gabriele Stifanelli, arriva dalla Campania a un prezzo compreso tra i 34 e i 37 euro al grammo. Analisi compiute al laboratorio dell’ospedale di Careggi ha concluso che l’eroina venduta dal nigeriano è molto pericolosa. La dose da 0,30 grammi viene venduta a 30 euro, quella da 0,60 a 50 euro. La droga veniva confezionata nell'abitazione dove uno degli indagati era agli arresti domiciliari.
Nell'ordinanza di custodia il gip scrive che l'attività di spaccio, frenetica, iniziava alle 9 di mattina e terminava intorno alle 22. L'approvvigionamento della droga in Campania avveniva ogni dieci giorni.
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