Italia
Il preside respinge le accuse: «Abbiamo difeso i più deboli»
Daniele Santagati dice che la scuola ha fatto la sua parte e annuncia la realizzazione di una recinzione al Marconi
PRATO. I carabinieri dicono che la segnalazione della situazione anomala che si era creata all’Istituto professionale Marconi non era stata propriamente tempestiva, per usare un eufemismo, ma il preside Daniele Santagati la pensa diversamente. «Noi abbiamo fatto la nostra parte - spiega - Non posso entrare nei dettagli dell’inchiesta, ma noi abbiamo sempre cercato di difendere gli altri ragazzi, quelli che venivano minacciati».
Dunque secondo Santagati, che dopo aver diretto il Convitto nazionale Cicognini è anche il dirigente scolastico dell’Istituto alberghiero Datini, la scuola non può essere messa sul banco degli imputati. «Certo, gestire queste pecore nere non è facile - dice - ma la nostra priorità è sempre stata quella di difendere i più deboli». Se ci siano riusciti, saranno le famiglie e la magistratura a stabilirlo.
Quello che al preside Santagati preme sottolineare è che il Marconi, storicamente considerato una scuola difficile, è migliorato negli ultimi tempi: «Puntiamo molto sul recupero degli alunni, lo testimonia la diminuzione delle bocciature». Proprio ieri il preside ha partecipato a un incontro con l’assessore comunale all’Istruzione, Mariagrazia Ciambellotti, fissato per affrontare il tema della dispersione scolastica e sui modi per contrastarla.
«Spiace dirlo - aggiunge Santagati - ma quei ragazzi che sono stati arrestati se la sono cercata. Hanno avuto le loro opportunità e non le hanno sfruttate. Purtroppo i giovani di oggi sono così, alcuni non hanno voglia di studiare».
Intanto però il Marconi agisce anche sul fronte della sicurezza, quello che, alla luce dell’inchiesta sui bulli, è diventata una priorità. Il preside ha fatto un bando per installare una recinzione intorno all’istituto e proprio oggi verranno aperte le buste delle offerte. «Lo facciamo a spese nostre perché pensiamo che sia una cosa importante - sostiene Santagati - I lavori dovrebbero terminare entro la fine di novembre e la recinzione servirà sia a evitare che i nostri studenti si disperdano quando c’è una pausa tra una lezione e un’altra, sia a evitare gli accessi indesiderati».
Su questo fronte qualcosa si era mosso anche all’Istituto alberghiero Datini, dove il preside ha fatto installare telecamere di sorveglianza. «Grazie a quelle telecamere - spiega - è stata individuata una persona che stava scavalcando la recinzione e che ora dovrà risponderne».
«So che il Marconi non ha una buona reputazione - conclude Santagati - ma sono convinto che può avere un grande futuro. Da quando abbiamo inserito la prima classe dell’indirizzo grafico, frequentata anche da studentesse, la situazione è migliorata e non può che migliorare ancora». (p.n.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
