Il Tirreno

Prato

Sottopasso dell’ospedale esposto dei “Cinque Stelle”

di Ilenia Reali

I tre consiglieri comunali del Movimento sono convinti che non sia sicuro « A giugno è crollato un muro che ha bloccato le idrovore. E non ha il collaudo»

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PRATO. Il sottopasso di viale Nam Dinh non è sicuro. O perlomeno è quanto sostengono i consiglieri del Movimento 5 Stelle di Prato che annunciano di aver presentato un esposto alla procura della Repubblica per capire se nella realizzazione e nella decisione di aprire il sottopasso del nuovo ospedale si possono configurare ipotesi di reato. Dal momento - e sono sempre i tre consiglieri comunali a sostenerlo - che mancherebbe il certificato di collaudo e l'apertura sarebbe avvenuta avvalendosi di apposite proroghe.

Un punto di partenza per Gabriele Capasso, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini utile ad aprire un dibattito più ampio sui sottopassi che, a Prato, si allagano troppo spesso «e per cui - per dirla con le parole di La Vita - non si è in grado di garantire che non si allaghino ogni volta che piove». Punto di approdo, ancora, il sottopasso del Soccorso per cui il Movimento 5 Stelle pratese (assolutamente contrario alla realizzazione) ha richiesto ulteriori chiarimenti attraverso i propri parlamentari.

Una vicenda che è cominciata lo scorso giugno.

«Il 10 giugno - spiega La Vita - dopo un temporale il sottopasso di viale Nam Dinh si è allagato a causa di una parete di terra che costeggia la strada e che è franata andando a intasare con le pompe idrovore che si sono surriscaldate e bloccate. Alla nostra richiesta di motivazioni è emerso che i lavori al sottopasso non sono ancora terminati e che quindi è aperto parzialmente. Come conseguenza il collaudo non è ancora stato fatto e l'apertura al traffico è avvenuta in via provvisoria».

Un'apertura che, in base allo studio portato avanti dai tre consiglieri del M5S, avvenuta con proroghe «si limitano a tenere in considerazione la segnaletica senza prendere in considerazione i fatti legati agli eventi metereologici e che, in base al codice della strada, consente permessi speciali ma solo per mezzi eccezionali come le ambulanze» o ancora con relazioni geologiche dove si richiedono interventi per l'intercettazione e lo smaltimento delle acque.

Considerazioni tecniche a parte il Movimento 5 Stelle punto a "sciogliere" il nodo del Soccorso «dove non ha senso - commenta Capasso - spendere tutti quei soldi alla luce di quello che avviene negli altri sottopassi" "ignorando - interviene Verdolini - tutte le prescrizioni messe in fila nel progetto con cui la giunta Cenni optava per un'altra soluzione».

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