Il presidio
I sindacati: "Troppi straordinari e ferie non godute"
Prato, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil attaccano la gestione dell'Asl 4: "Trovano i soldi per gli incarichi ai dirigenti ma non per il personale"
PRATO. Asl continua a chiedere ai dipendenti di lavorare anche nei giorni che dovrebbero essere di riposo, appellandosi alla mancanza di fondi, ma affida agli ex direttore generale (Roti delibera 10 del 10 agosto 2015 asl3) e sanitario (Abati delibera asl2 107 28 agosto 2015) incarichi per un totale di 54 mila euro, oltre allo stipendio. Secondo i sindacati con quei soldi si potevano assumere nuove persone per fare fronte a una situazione difficile, che pesa sui lavoratori e sulla qualità del servizio.
Nel corso del 2015 a Prato sono state utilizzate trentaduemila ore di straordinario complessive, pari all'orario di ventidue dipendenti, quarantamila quelle di ferie non godute nel 2014. Ci sono dipendenti che devono smaltire cinquanta ore di ferie, un cumulo enorme se si pensa che in un anno se ne maturano trentatrè. L'unica notizia positiva è la proroga di due mesi per i settanta contratti a tempo determinato in scadenza al 31 ottobre. Ma resta un' incognita sul 2016.
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“Per avere standard qualitativi dignitosi – spiega Massimo Cataldo Cisl FP- oltre alla trasformazione dei settanta contratti a tempo indeterminato in scadenza a fine dicembre, servirebbero almeno altre trenta unità. Ma dal Asl non abbiamo nessuna certezza su cosa succederà il prossimo anno”. In realtà un'apertura c'è stata dopo l'incontro con il commissario Paolo Morello.
“Diversamente da quanto succedeva in passato – spiega Patrizia Pini Uil Fpl- abbiamo avuto qualche apertura sulla stabilizzazione dei precari, sugli scatti della carriera e sull' apertura di tavoli di lavoro per stabilire insieme i nuovi orari”. Per ora, però, quello di novembre non è ancora stato consegnato ai dipendenti. Se alle promesse non seguiranno piani concreti i sindacati sono pronti al braccio di ferro con Asl.
“Abbiamo il mandato di duecento lavoratori- spiega Sandro Malucchi Cgil Fp-. Da una parte ci viene detto che mancano le risorse per fare nuovi contratti, dall' altra però, si affidano incarichi per diverse migliaia di euro ai vertici aziendali. Abbiamo analizzato quello dell'ex direttore generale e sanitario. Il primo nel precedente incarico aveva uno stipendio di 136.971,24 euro, ora è di 75.156,74 a cui vanno sommati 24 mila per la realizzazione di progetti, non specificati, e 15mila per l'indennità. Con quei 39mila euro aggiunti potevano essere utilizzati per assumere nuovo personale”.
Per l'ex direttore sanitario, invece, a parità di stipendio, sono stati aggiunti 30mila euro, sempre per la realizzazione di progetti. Il comparto sanitario, esclusi i dirigenti, è di 2170 unità, con una media di un infermiere e di un Os ogni 14 pazienti ( a maggio era 9 a 1).
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