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Prato

Ancora in aumento i “malati di gioco”

Ancora in aumento i “malati di gioco”

Ludopatia: sono 166 le persone seguite dal Servizio per le dipendenze dell’Asl. Nel 2007 erano appena quattro

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PRATO. Ludopatia, il Comune prova a fare sistema per sensibilizzare su una dipendenza che mostra numeri in costante aumento. Sono 166 gli utenti attualmente seguiti dal SerT per problemi legati al gioco d’azzardo. Per dare un’idea della crescita esponenziale del fenomeno, di cui il SerT si occupa dal 2007, il primo anno le domande di trattamento furono 4, nel 2010 già 28, 71 nel 2012 fino alle 110 del 2013 e 149 nel 2014. I nuovi utenti (20, da gennaio a settembre 2015) che hanno richiesto un trattamento sono in prevalenza maschi e hanno un’età media intorno ai 46-48 anni.

«Chi arriva da noi ha già almeno 10 anni di gioco patologico alle spalle - spiega Antonella Manfredi, direttrice del SerT che offre sostegno medico, psicologico e sociale - per questo i numeri restituiscono una fotografia parziale del fenomeno su cui è necessario intervenire a tutti i livelli per sensibilizzare e prevenire». Un primo passo per affrontare il problema da vari punti di vista anche con modifiche al regolamento comunale sulle sale giochi e installazione di slot, è stato fatto lunedì pomeriggio in Comune con la seduta congiunta, alla presenza della direttrice del SerT, delle commissione 1 e 5. «Il Governo su questo non ci aiuta - ha aperto la presidente della commissione 1 Rosanna Sciumbata (Biffoni per Prato) – con le 15mila nuove licenze per agenzie di scommesse che prevede la legge di Stabilità ma possiamo mettere in campo altre azioni». Di sensibilizzazione, per esempio. A breve lo farà l’assessore alla partecipazione Simone Mangani come ha anticipato il presidente della commissione 5 Gabriele Alberti (Pd): «Dopo la delibera del consiglio, verrà presentato il primo tavolo partecipativo di contrasto al gioco d’azzardo, un percorso fatto con un gruppo di associazioni che da tempo lavorano sulla ludopatia e che realizzeranno incontri sul territorio». Il Comune di Prato sembra comunque “un ente virtuoso” come hanno spiegato alle commissioni Michela Lilli responsabile delle unità produttive e Alessandro Golin funzionario amministrativo, i quali sono entrati nel merito dell’attuale regolamento sugli apparecchi da divertimento e intrattenimento e sugli esercizi e locali in cui si svolge il gioco lecito; questo disciplina anche le caratteristiche e la destinazione d’uso degli immobili, quelle di sicurezza e sorvegliabilità e le distanze da edifici e luoghi sensibili delle sale Vlt (le videolottery, autorizzate dalla Questura). In entrambi i casi, con specifica documentazione, è possibile anche la somministrazione. «Per legge i gestori di nuove attività legate al gioco, devono ora frequentare dei corsi, di competenza della Asl, finalizzati alla prevenzione e riduzione della ludopatia. Noi vorremmo inserirli, modificando il regolamento comunale, come requisito, facoltativo, per tutti quelli che intendono aprire attività di somministrazione e si parla di 50 richieste all’anno». E poi, controlli a tappeto: «Sulle nuove aperture e sui subentri - hanno aggiunto Lilli e Golin - con la chiusura dell’attività in caso di mancato rispetto del regolamento, sul tavolo abbiamo già i primi provvedimenti». Rimangono diverse questioni irrisolte: circoli, centri ricreativi e di aggregazione sociale in primo luogo, che comunque come “luoghi sensibili” in base al regolamento (valido per le nuove gestioni o aperture) non potranno più avere all’interno alcun apparecchio.

Camilla Bernacchioni

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