Il presidio
Rapina alle poste di Usella, c'è una rosa di sospettati
Prato, le indagini dei carabinieri si sono concentrate sulle immagini raccolte dalla telecamera che ha ripreso la fuga del bandito: giovane, italiano, determinato. E' intanto tornato in libertà (col solo obbligo di firma), l'uomo che ha trascinato col motorino rubato il militare che voleva fermarlo
PRATO. A un passo dal rapinatore che ieri, venerdì 23 ottobre, poco prima di mezzogiorno, ha messo a segno il colpo alle poste di Usella, in Valbisenzio, ed è poi fuggito a bordo di uno scooter pare in direzione del confine con l’Emilia Romagna. I carabinieri del Nucleo investigativo, con i colleghi della Compagnia e i militari della Stazione di Vernio, hanno concentrato le indagini sull’analisi delle riprese fatte con una telecamera di sorveglianza collocata a protezione di un’azienda tessile attigua all’ufficio postale.
Una postazione strategica che ha consentito di riprendere in modo abbastanza chiaro le fasi della fuga del rapinatore che, con il bottino( circa 4.000 euro), è saltatato in sella allo scooter ed è sparito.
Nonostante avesse il casco (che ha tenuto durante il colpo) gli investigatori si sono fatti un’idea precisa della fisionomia del bandito: giovane, certamente italiano, determinato, probabilmente non alla sua prima rapina.
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E’ per questo che chi conduce le indagini è ormai in possesso di una rosa di nomi sui quali indagare. Prima di passare ai confronti con i testimoni (la donna presa ostaggio e poi ferita al braccio dal coltello che il bandito brandiva, il direttore della filiale che ha consegnato i soldi al rapinatore), però, i militari, cercano altre prove, probabilmente decisive.
Anche per questo il pomeriggio del colpo i carabinieri hanno chiesto il supporto dei vigili del fuoco che con le fotocellule hanno setacciato una lunga porzione di regionale 325 in cerca di qualcosa che il rapinatore potrebbe avere fatto cadere durante la fuga. In un primo momento i carabinieri della stazione di Vernio hanno pensato che avesse addirittura perso il bottino. Non è stato così. Nelle ulteriori ricerche compiute, sono stati pochi gli elementi raccolti. Restano le immagini e i particolari forniti agli investigatori dai testimoni.
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Ieri mattina, intanto, è comparso davanti al giudice per la direttissima, poi rinviata, l’uomo (37 anni, italiano, già ampiamento conosciuto alle forze dell’ordine per rapine e furti in serie) che è stato scambiato per un primo momento per il rapinatore, poi risultato estraneo. L’uomo che viaggiava su uno scooter rubato e che ha trascinato per alcuni metri il carabinieri che ha tentato di bloccarlo per identificarlo, è praticamente tornato libero: il giudice ha ordinato l’obbligo di firma e niente di più. Il difensore aveva invece chiesto gli arrresti domiciliari e il pm l’arrresto in carcere.
Resta ricoverato in osservazione - almeno fino a lunedì - il militare ferito durante l’inseguimento. Ha due vertebre spostate, diverse contusioni ed è immobilizzato a letto con il collare.
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