Meteo
Il lamento dei negozianti «Vogliamo più sicurezza»
Assemblea allargata ai residenti del centro storico che tornano a segnalare la presenza di tossici e prostitute: da piazza Ciardi le scacciano con le scope
PRATO. Erano circa sessanta le persone che hanno preso parte ad un incontro che si è tenuto giovedì sera in via Tintori sul tema della situazione del centro storico di Prato in balìa di tossicodipendenti e fatti di criminalità. C’erano i rappresentanti dei comitati cittadini e persone che arrivavano anche da fuori le mura. Dagli interventi è emerso malcontento in merito alla non chiusura di attività commerciali che i cittadini sostengono essere delle coperture, ovvero punti dove avviene lo spaccio di droga soprattutto fra via Santa Margherita e via Tintori. E misure più restringenti sul regolamento comunale sul commercio sono state chieste nell’incontro, l’indomani, in prefettura. Richieste prese in considerazione. I presenti hanno manifestato malcontento per una situazione ormai al collasso dove capita che davanti ai negozi le persone si iniettino dosi di droga come se nulla fosse. L’idea lanciata da alcuni commercianti, e che i comitati appoggiano, è quella di una manifestazione, che potrebbe essere un corteo pacifico, per raccogliere il grido di chi ormai non ce la fa più a reggere situazioni del genere davanti la porta di casa o del negozio. All’incontro era presente anche la consigliere comunale Marilena Garnier (indipendente) che si dice amareggiata di quanto la città sta vivendo. «Ci vuole un’azione incisiva di sindaco, prefetto e questore – dice la consigliera - La gente ha paura e va fatto qualcosa. Col vedremo e faremo non si va da nessuna parte. Quanto sta succedendo è un segno evidente che qualcosa alla base non funziona. Siamo di fronte ad un problema serio con lo spaccio che si sta espandendo a macchia d’olio. Ora non si parla più solo della zona di via Cironi ma ci sono casi, e nemmeno tanto sporadici, anche in piazza San Domenico. Ultimamente – aggiunge Garnier - assistiamo alla nascita di tanti comitati in giro per la città. Ma più ne sorgono più vuol dire che la politica non funziona. Sono formati da gente che lavora e che ha famiglia e che si rimbocca le maniche portando via tempo alle proprie cose per rendere migliore e più attraente la propria zona». Fra i presenti all’incontro pure la neo associazione “Quelli di piazza Ciardi” (presidente Chiara Martini) costituitasi da pochi giorni e che raggruppa le vie che confluiscono in quella piazza. “Quelli di piazza Ciardi” chiedono la riqualificazione dal punto di vista urbanistico della piazza. «Dal Comune hanno detto che i lavori in questione saranno portati in bilancio a dicembre – spiega Giuditta Bettarini dell’associazione – Quindi col nuovo anno partirà il cantiere. Quello che lamentiamo è che piazza Ciardi è diventata una sala d’aspetto degli spacciatori prima che vadano a prendere il treno al Serraglio».
E se fino a qualche tempo in piazza Ciardi c’era anche il problema prostituzione quello è stato risolto. Le meretrici sono state “gentilmente” invitate ad andarsene da parte dei residenti a colpi di granata. (a.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
