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Catene alimentari pronte a sbarcare in centro coi loro market
Comune al lavoro per censire gli immobili adatti per i grandi brand In via Magnolfi si sta pensando ad allestire un mercatino fisso
PRATO. Sembra che qualcosa si stia muovendo per il rilancio del centro storico. E che si cominci a fare sul serio per riconquistare spazi nei luoghi più disagiati. L’obiettivo è ambizioso: è quello di provare a rendere attrattive le strade del cuore di Prato anche perché il rischio vero potrebbe essere quello di trovarsi un centro realmente abbandonato. I Gigli, a distanza di anni dall’apertura, è il caso di dire che hanno nuociuto al bene del centro attraendo i negozi dei brand più noti che, piano piano, hanno lasciato il salotto buono di Prato cercando posto nel vicino centro commerciale forte di avere un ampio parcheggio, la possibilità di concentrare l’offerta ed essere facilmente raggiungibile da tutta l’area metropolitana. E lo svuotamento comune ad altri centri storici, a causa della crisi, a Prato ha fatto probabilmente più danni che altrove.
Non è un caso ad esempio che grandi brand che a Firenze, Pistoia e Lucca hanno scelto il centro storico qui siano ai Gigli. Zara, Apple, Max Mara, Geox, Max&Co, Bassetti sono tutti negozi che altrove sono presenti e che da noi hanno invece scelto i Gigli oppure, se presenti in centro, si sono trasferiti.
Adesso invece qualcosa sembrerebbe pronto a cambiare e già un paio di grosse catene hanno contattato il Comune per aprire nel centro storico. Ad attrarre sono gli affitti diminuiti rispetto al passato e una grande offerta di fondi in quella che rimane la seconda città dell’Italia centrale. E da qualche mese perfino le grandi catene alimentari stanno pensando a tornare in centro. Una di queste avrebbe già scelto anche il fondo giusto ed è in attesa di risolvere alcune difficoltà burocratiche per presentare il progetto di un market di circa 500 metri quadrati.
«E’ dall’Ottocento - spiega l’assessore Valerio Barberis - che c’è il modello delle ancore: negozi che creano afflusso. E per questo stiamo lavorando per essere attrattivi. Stiamo, tra l’altro, per ora in modo informale e tra qualche settimana con un censimento vero e proprio, cercando di fare una sorta di mappatura dei locali di prestigio o comunque di dimensioni più grandi nel cuore del centro storico che possano interessare ai brand che, quando cercano per aprire un nuovo negozio, hanno esigenze molto chiare. Apple ad esempio non ha aperto a Firenze finché non ha trovato uno spazio in piazza della Repubblica».
E finalmente dopo anni di assenza di attenzione anche le grandi catene di supermercati hanno messo gli occhi sul centro storico dove c’è una popolazione residente, e non solo, che sente la mancanza di un piccolo market. «Un’attenzione dei food - conferma Barberis - che darebbe una grossa mano a rendere il centro storico più vivo».
Un centro storico che ha bisogno per essere recuperato anche di iniziative continue. «Stiamo pensando a un mercatino fisso, o comunque con appuntamenti molto ravvicinati, in via Magnolfi. Avremmo pensato a un mercato dei fiori ma potrebbe essere anche qualcosa legato agli alimentari o all’artigianato. Da parte del Comune c’è la volontà a sostenere un investimento realizzando anche strutture di un determinato livello: dobbiamo però trovare la collaborazione delle associazioni di categoria con cui abbiamo già cominciato a parlare per capire se c’è la disponibilità dei loro associati a impegnarsi in un progetto del genere. Non possiamo certo permetterci di realizzare dei banchi, magari in ferro battuto, e poi ritrovarceli pieni di siringhe perché non utilizzati. Su questo ci stiamo confrontando anche con gli operatori di strada che ci stanno dando indicazioni sulle effettive necessità di quella zona».
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