Il Tirreno

Prato

Comitati e M5S: «I dati di Arpat non rassicurano»

Battaglia a colpi di comunicati sull’esito delle rilevazioni relative alle emissioni dell’inceneritore di Baciacavallo

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PRATO. Battaglia a colpi di comunicati tra Arpat , da un lato, e Coordinamento comitati per la salute pubblica della Piana di Prato e Pistoia e Movimento 5 Stelle dall'altra. Al centro della discussione i controlli sull'inceneritore di Baciacavallo. Ad innescare il vivace dibattito che pone al centro la salute di migliaia di pratesi, questo primo bollettino diffuso da Arpat lo scorso 15 ottobre.«In relazione alle dichiarazioni apparse sulla stampa, in merito alla diffusione dei dati riguardanti l'inceneritore di Baciacavallo, l'Agenzia fa il punto sulla situazione.Da vari anni Arpat controlla le emissioni in atmosfera dell'inceneritore di Baciacavallo con esiti conformi ai limiti di legge per i vari parametri analizzati tra cui diossine e metalli.Nello scorso mese di giugno Arpat ha effettuato un monitoraggio sui suoli nell'area residenziale limitrofa all'impianto di incenerimento di Baciacavallo, per la ricerca di microinquinanti e metalli: gli esiti non hanno dato evidenza di superamenti dei limiti i legge, come risulta dalla relazione di Arpatdel 7 agosto . Le aree che sono state individuate per effettuare i prelievi di suolo sono le seguenti:giardino della scuola secondaria di primo grado Ivana Marcocci situato nel lato ovest rispetto all'impianto; Piazzale Palasaccio, in prossimità della gora del Palasaccio, situato nel lato sud rispetto all'impianto;campo di calcio confinante con il lato est dell'impianto;chiesa di Cafaggio, situata presso il lato nord rispetto all'impianto».«Per quanto riguarda le analisi dei suoli - prosegue Arpat -, si può affermare che gli esiti non hanno dato evidenza di superamenti dei parametri analizzati (microinquinanti e metalli) nelle diverse zone campionate rispetto alle CSC (Concentrazione Soglia di Contaminazione) riferite alla destinazione ad uso verde, residenziale. Viene ritenuto tuttavia opportuno approfondire la caratterizzazione dell'area in prossimità della gora del Palasaccio, soprattutto in relazione alla necessità di chiarire la destinazione d'uso delle superfici oggetto di campionamento (aiuole stradali) – se si devono considerare residenziali o meno - e quindi sui valori di CSC (Concentrazione Soglia di Contaminazione) di riferimento». Il Coordinamento comitati per la salute pubblica della Piano di Prato e Pistoia ha replicato ad Arpat sottolineando che dai campionamenti emerge che in zona Palasaccio, risulta sopra il limite soglia - 11,34 ng (Teq) Kg ss , mentre il limite soglia è 10 ng (Teq) KG ss. Reputiamo a nostro avviso profondamente scorretta e addirittura lesiva della dignità dei cittadini che Arpat, invece di tutelare l’ambiente, tuteli invece l’inceneritore, e cerchi di scaricare la responsabilità della contaminazione ambientale, su ipotetiche altre fonti mai identificate e mai monitorate». La controreplica di Arpat. «L'Agenzia ha parlato di «approfondimenti, che hanno comportato l'inserimento di questa area (l'aiuola) nel data base delle aree da bonificare ( Sisbon), per dirimere la questione, cosa che deve essere fatta dal Comune, in quanto autorità urbanistica (oltre che titolare dell'eventuale procedimento di bonifica)». Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle rimarca che «la situazione non è per niente tranquillizzante. Sicuramente lo è per le istituzioni che dovrebbero vigilare, che puntualmente minimizzano, sorvolando sulle condizioni ambientali in cui versa la zona sud di Prato».

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