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Prato

Caso prostitute cinesi Il sindaco dà il tapiro a “Striscia la notizia”

Caso prostitute cinesi Il sindaco dà il tapiro a “Striscia la notizia”

Il telegiornale ha mandato in onda un servizio da Prato ma l’intervista del sindaco era stata girata oltre un anno fa

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PRATO. E' polemica tra il Comune di Prato e la trasmissione "Striscia la notizia" dopo il servizio sulla prostituzione low cost girato a Prato e mandato in onda lunedì scorso.

A far saltare sulla sedia il sindaco Matteo Biffoni è stata la sua intervista mandata in onda a chiusura del servizio. Le immagini infatti non sono state girate nei giorni scorsi ma risalgono al gennaio scorso quando il sindaco parlò dell'intervento di tinteggiatura dei muri nella Chinatown per coprire gli annunci con i numeri di telefono delle prostitute orientali.

«Non ho mai rilasciato interviste a Striscia la Notizia sulla prostituzione cinese», ha sottolineato ieri Biffoni dopo che i social facevano rimbalzare, come impazziti, il video di Striscia .

«L'intervista è stata girata un anno fa ed era legata alla tinteggiatura dei muri un anno fa. Tra l'altro quell'intervista era stata rilasciata a un'altra emittente televisiva».

Polemico il sindaco con la trasmissione di Ricci.

«E' una mancanza di rispetto nei confronti della città. Non sto dicendo che il problema non ci sia ma non è corretto non tenere in considerazione cosa hanno fatto la mia giunta e quella precedente nel tentativo di risolvere il problema».

Ma di cosa parla nel dettaglio il servizio di Striscia?

Per i pratesi è un po' come la scoperta dell'acqua calda, per chi non vive a Prato invece la prostituzione cinese in piazza Mercatale è un tocco di colore. Se ne parla da anni, tra proteste e ironia. Ora la scopre (o la riscopre) anche il telegiornale satirico di Canale 5 che con l'inviata Sara Squaglia ha raccontato che cosa succede di giorno e di notte. Tra gli elementi messi insieme nel servizio c'è la presenza discreta di protettori e le tariffe, appena 20 euro per un "servizio completo".

Gli annunci, si spiega nel servizio, si trovano ovunque, ma soprattutto sui muri, e anche sui cassonetti, di Chinatown, nella zona di via Pistoiese. Intervistato, il sindaco Biffoni ha spiegato (e queste sono le immagini oggetto della polemica) che più volte il Comune ha ripulito i muri dalle scritte e in qualche caso ci sono state lamentele da parte dei clienti, "anche italiani".

Un collaboratore di "Striscia", fingendosi cliente, è anche entrato nell'appartamento di una lucciola cinese, "scoprendo" che è condiviso con altre e non è propriamente in ordine. Una delle poche prostitute cinesi che hanno risposto alle domande della giornalista ha detto di lavorare tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, e di prendere di solito 20 euro.

Non poteva mancare il commento dei pensionati di piazza Mercatale. «Fanno un servizio per gli anziani» ha detto uno di loro, scherzando ma non troppo. Un altro ha ammesso di essere andato una volta con una lucciola cinese e di aver speso, appunto, 20 euro. Tariffa che si alza, ma di poco, fino a 30 euro, se i clienti sono due per la stessa ragazza.

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