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Prato

Aumentano i fondi ma l’emergenza resta quella degli alloggi

Aumentano i fondi ma l’emergenza resta quella degli alloggi

Con la riforma sanitaria le risorse per i servizi sociosanitari saranno gestite direttamente dalla Società della salute

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PRATO. Integrazione e valorizzazione dei territori. Due parole chiave della riforma sanitaria di cui sono appena iniziate le consultazioni per la riscrittura, volute dall’assessore regionale Stefania Saccardi in vista – referendum permettendo – di licenziare il testo definitivo della legge entro fine anno. E il confronto non riguarderà solo le aziende sanitarie ma tutti i soggetti che operano nella sanità, assessori e sindaci compresi, e che meglio conoscono le esigenze dei territori. Con l’accorpamento delle Asl è inevitabile un impatto anche sull’attuale organizzazione territoriale dei servizi socio-sanitari. A partire dalle risorse che, per esempio, per disabilità, salute mentale, dipendenze e anziani non autosufficienti saranno gestite direttamente dalla Società della Salute di area pratese. «Per i cittadini in realtà non cambierà niente - assicura il direttore della Sds Michele Mezzacappa – anzi dal primo gennaio ci sarà un unico criterio di accesso ai servizi per tutti i Comuni della provincia, cosa che fino ad oggi non avveniva». Con un coinvolgimento più diretto dei sindaci. Un primo passo è fatto insomma, a 11 anni di distanza dall’istituzione della Società che almeno su questo punto sembra aver messo tutti d’accordo. Perché nel sociale e sanitario quanto si entra nella questione risorse, fare chiarezza sembra piuttosto complicato. La Società della salute oltre al budget si occuperà della verifica e della programmazione: «non si riducono i servizi - prosegue il direttore - si razionalizzano cercando di dare risposte a un numero maggiore di persone anche intercettando risorse attraverso la co-progettazione e il Fondo Sociale Europeo». Per quanto riguarda gli investimenti del Comune: «siamo riusciti a mantenere il budget del settore sociale - sottolinea l’assessore delle politiche sociali Luigi Biancalani – a cui va aggiunto quello che arriva dalla Regione e da fondi residui, non è poco di questi tempi; i servizi funzionano, certo si può sempre migliorare ma servirà più integrazione». Il tutto con una spesa annuale 18 milioni di euro (tra fondi del Comune e trasferimenti) anche se di fatto nel 2013 il Comune ci ha messo 14 milioni di euro e nel 2014 poco più di 13 (con un milione recuperato dai trasferimenti): «e la previsione per il 2015 arriva quasi a toccare i 20 milioni di euro» aggiunge la dirigente del settore Rosanna Lotti. Gli aumenti più significativi di spesa si registrano nei servizi di assistenza domiciliare, nel Servizio educativo individuale e nelle residenzialità e semi residenzialità per minori. Rimangono comunque criticità: «in particolare l’emergenza alloggiativa» conclude Biancalani.

Camilla Bernacchioni

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