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"Prato città aperta": premio letterario rivolto agli stranieri
Al concorso promosso dall'"associazione 6 settembre" possono partecipare tutti senza limiti di età con un racconto oppure una poesia. La premiazione ci sarà il 12 marzo 2016
PRATO. Ha un sapore rosselliniano il titolo del premio letterario organizzato dall’associazione “6 settembre” che ha scelto di chiamarlo “Prato città aperta”. Si tratta di un concorso (il primo del genere) rivolto a cittadini stranieri residenti sul territorio nazionale che sappiano scrivere in lingua italiana. Ad organizzarlo l’associazione che ha sede a Figline con il patrocinio del Comune di Prato.
Al concorso possono partecipare tutti senza limiti di età con un racconto oppure una poesia. La premiazione ci sarà il 12 marzo 2016 e gli elaborati saranno valutati da un’apposita giuria presieduta da Gino Barsella. Al vincitore andrà in premio un oggetto (ancora da decidere quale) del valore di 500 euro. Tutti gli scritti pervenuti saranno pubblicati in una raccolta.
“Prato città aperta” si divide in tre sezioni: quella inerente racconti o poesie scritte da quanti italiani non sono ma hanno dimestichezza con la lingua e vivono sul territorio nazionale (quindi dai francesi fino agli africani). Poi c’è la parte che vedrà assegnare un riconoscimento ad un giornalista straniero che lavora in Italia e l’altra invece riguarda il tema dei diritti umani.
Il riconoscimento sarà dato dal comitato ad una personalità italiana che si è maggiormente distinta nel corso degli anni nell'azione di tutela dei diritti umani e della solidarietà con le persone migranti. L’iscrizione al concorso è gratuita e può essere fatta sul sito www.premioletterariopratocittaperta.weebly.com dove sono riportate tutte le informazioni. Il vice sindaco Simone Faggi parla di un premio letterario pensato per i nuovi cittadini che vogliono scrivere un racconto sulla quotidianità di Prato.
“Ma non solo – dice – anche su quello che succede in Italia, visto che il bando è a caratura nazionale e a tema libero. Nel nostro paese ci sono concorsi simili, come quelli di Viareggio e Torino, ma nessuno è specifico come ‘Prato città aperta’. E il titolo calza a pennello – chiude Faggi – dato che Prato è una città aperta agli altri e al mondo”.
Mirko Castellani è il presidente dell’associazione “6 settembre” e spiega come si sia davanti ad un premio letterario dove la cultura è anche lo scambio dei propri pensieri in una città che riconosce l’ospitalità.
“Crediamo che questo bando – aggiunge Andrea Genovali uno degli ideatori del premio – sia un piccolo pezzo per far dialogare la cultura e non mettere dei muri. Si parla di cultura come modo per unire, ‘Prato città aperta’ si muove proprio in questa direzione”.
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