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Spaccio e degrado, anche il Serraglio fa sentire la sua voce
Il presidente del Comitato di commercianti e residenti chiede aiuto alla Regione: «Impegnamoci tutti insieme»
PRATO. «Il centro storico di Prato è malato. E far finta che non lo sia sarebbe solo un errore. Se noi non abbiamo le medicine per curare il cuore della nostra città è giusto che le chiediamo a chi ce l'ha. Tutti insieme e senza paura». Guarda la sua città con amore e passeggiando ne racconta piccoli aneddoti e storie come solo chi ne è innamorato da sempre sa fare, eppure Alessio Pieraccini, presidente del Comitato delle Vie del Serraglio non risparmia una lettura diretta e cruda della situazione. Con pacatezza com'è nel suo stile e senza spirito polemico o recriminazioni Pieraccini, a nome dei residenti e dei commercianti del Serraglio e dintorni chiede aiuto. «Alla Regione dove abbiamo avuto la fortuna di avere eletto più rappresentanti - commenta - affinché attraverso i nostri consiglieri regionali e l'assessore si cerchi di investire in questa città, anche in termini di attenzione, per risolvere i problemi di sicurezza e di degrado che ci sono e per valorizzare il commercio e il turismo».
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«Le città minori della Toscana sono come una bellissima collana di perle», dice lui, stilista di professione e amante del bello. «Ma una collana di perle se ne ha una ammaccata non potrà essere mai perfetta. Sarà sempre una collana con una perla ammaccata. Prato rischia di essere proprio quella perla se non si prenderanno insieme dei provvedimenti". Una passeggiata nella zona compresa tra piazza Sant'Agostino e via del Serraglio aiuta a vedere quali sono le ammaccature e, nel caso gli occhi non vedessero, chiaro ci pensano residenti e commercianti a spiegarlo in modo evidente.
In via del Serraglio, nel tratto compreso tra Largo Carducci e via Bartolini le saracinesche abbassate sono 18. Due non hanno riaperto a settembre. E altre chiuderanno presto. Tra i commercianti gira voce che a fine anno almeno una ventina di negozi in tutto il centro storico rimarranno vuoti. In questa zona, stretta tra la stazione e via Cironi e il cuore del centro (scelta dai residenti proprio perché con una qualità della vita migliore), le cose stanno cambiando. E la droga, il problema, quello con la P maiuscola, che sta strizzando mortalmente via Tintori e dintorni, si sta spostando tirandosi dietro tutto il degrado che ormai è purtroppo ordinario sotto il campanile del Duomo.
Elena Balzani abita in piazza Santa Elisabetta. «Ho una figlia di 14 anni - racconta - e quando alle 14 arriva a casa da scuola più volte ha trovato accanto alla fontana in piazza uomini che si drogano. E la stessa cosa accade quando prendiamo l'auto dal garage, intorno alle 20. Abbiamo pensato anche a lasciare il centro, non lo neghiamo. Ci dispiace però, mia figlia lo vive molto e ci piace. Avevamo scelto di viverci ma i disagi cominciano ad essere evidenti».
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Rinforza Simone Millefiori del supermercato della piazza. «Il pomeriggio nei giorni feriali c'è poca gente. Gli spacciatori arrivano in bicicletta in piazza e vendono la droga ai ragazzini, tra i 16 e i 20 anni, che li aspettano sulle panchine. Comprano qui la carta alluminio e vanno a drogarsi dietro la fontana. Senza neppure nascondersi».
Lo spaccio sembra essere anche qui il problema a cui è obbligatorio trovare delle soluzioni. E se non è possibile farlo eliminando questa piaga almeno, chiedono al Serraglio, si cerchi di rendere vivo questo pezzo di città per non lasciarlo in mano a chi delinque. «Così non va - sottolinea Chiara Salimbeni - perché non si possono trovare le siringhe dietro le auto parcheggiate o i preservativi usati in pieno centro».
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Serve una presenza maggiore di forze dell'ordine, servono pene certe ma soprattutto serve un centro vissuto dai pratesi. «Noi ci mettiamo tutto l'impegno possibile - interviene Silvia Gramigni, commerciante - ma non possiamo combattere con i furtarelli continui, lo spaccio e con la paura di prendere la multa per i varchi. Dobbiamo almeno consentire ai pratesi di raggiungerci». La pensa allo stesso modo anche Fabio Gori della vineria di via del Serraglio. «Non siamo contenti. C'è davvero troppa delinquenza. Aiuterebbero leggi che puniscono severamente chi delinque e anche aprire i varchi, almeno due ore alla mattina e alla sera».
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Continua a credere nella possibilità di un miglioramento Alessandra Risaliti, titolare della profumeria di famiglia. «Serve un intervento della politica serio. Sia per quanto riguarda la sicurezza sia dal punto di vista economico. Serve un aiuto per far sì che ci siano persone con la voglia di tornare in centro e di investirci».
C’è anche chi non ha dubbi a ribadire che nella zona del Serraglio e di piazza Sant’Agostino la qualità della vita è buona. Maria Bianca Bianchi, è una delle residenti di via San Fabiano e per lei quest’angolo del centro storico garantisce ancora una buona qualità della vita. «Sì è vero lo spaccio c’è - commenta - ma come, nel resto, del centro storico. Non credo sia una situazione ingestibile e secondo me in questa zona, e in piazza Sant’Agostino in particolare, ci sono comunque dei presidi importanti dati dalla presenza della parrocchia e del Maddalena che garantiscono una forma di controllo».
«Bugetti, Ciolini, Ciuoffo. Unitevi a noi nell'impegno a rendere questa città più in salute. Noi ci proviamo ma da soli, o con l'amministrazione comunale e basta, non possiamo farcela», conclude Pieraccini.
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