Il Tirreno

Prato

Cap: «Ricorsi fino alla Corte Europea»

di Cristina Orsini
Cap: «Ricorsi fino alla Corte Europea»

Il presidente Gori: «I giochi della gara sono ancora aperti ma la Regione deve saldare a Mobit i 40 milioni di arretrati»

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PRATO. «Siamo decisi a combattere fino alla morte. Certamente a suon di ricorsi fino alla Corte Europea, se sarà necessario». E’ il presidente Cap Giuseppe Gori a tracciare il futuro, tormentato, della gara per l’aggiudicazione del servizi del trasporto pubblico in Toscana. Una gara - a base d’asta - da 4 miliardi per 11 anni, che vede il raggruppamento Mobit in svantaggio rispetto al competitor Autolinee Toscane sul fronte dell’offerta economica (Mobit ha proposta un ribasso dell’1,7%, l’altro raggruppamento del 3,003%) ma per la quale i giochi sono ampiamente aperti. Ne è più che convinto Gori: «Per il semplice fatto - spiega il presidente Cap - che devono ancora essere valutati i 19 requisiti di ammissione alla gara che la commissione (composta da cinque membri tra dirigenti regionali e competenze esterne ndr) ha deciso di valutare dopo l’apertura delle buste con l’offerta tecnica (vinta dal raggruppamento toscano con 8 punti contro i 7,60 del competitor ndr) e quella economica. Un iter - prosegue Gori - che ci ha lasciato molto perplessi e per il quale, a nostro giudizio, si configura già l’ipotesi di alterazione della concorrenze visto che, secondo noi, Autolinee Toscane è ampiamente deficitaria proprio sul fronte dei requisiti». Vediamo perché. Il raggruppamento d’imprese Mobit è composto da Bus Italia (Ferrovia Italiane), Cap (Prato), Ctt (ex aziende pubbliche di Lucca, Pisa, Livorno), Copit (Pistoia), Tm (Arezzo, Siena, Piombino), in pratica tutte le aziende di trasporto toscane. Autolinee Toscane invece è composta dalla piccola aziende di trasporti del Mugello partecipata al 100% dal colosso francese Ratp (gestore monopolista nella regione di Parigi per trasporto su gomma, ferro, e metrò con affidamenti diretti fino al 2024, 2034 e 2029, aziende pubblica del ministero del Tesoro, con propaggini fino in Canada e Australia). «Il bando di gara - spiega Gori - fissa la quota minima di chilometri di trasporti l’anno in 72 milioni (ed è per questo che il raggruppamento toscano e così vasto ndr). Autolinee Toscane ne riesce a fare un milione e mezzo. Dunque non ha i requisiti». Per partecipare alla gara, l’azienda del Mugello ha chiesto (il termine tecnico è avvalimento) a Ratp di “cedere” i chilometri mancanti. Un’operazione consentita tanto che Autolinee è in gara. «Solo che - prosegue Gori - anche Ratp presenta una grossa falla nei requisiti, essendo monopolista del trasporto pubblico in Francia». E’ questioni di leggi: secondo la 422 del 1997, articolo 18, comma 2, le società monopoliste in patria non possono partecipare a gare europee per la gestione di servizi pubblici se non violando il principio di reciprocità. «Il ragionamento è semplice - continua il presidente Cap - se Autolinee Toscane non ha i requisiti per un motivo e Ratp non ce l’ha per un altro, è difficile che messe assieme li ottengano». Una partita, dunque, ancora tutta da giocare, almeno secondo Mobit che sarà convocata davanti alla commissione assieme al raggruppamento concorrente alla fine di ottobre o ai primi di novembre per la comunicazione ufficiale dell’esito delle’apertura delle buste. Poi inizierà la fase di valutazione dei criteri. «Trovo davvero assurdo - è il commento di Gori - che si possa accettare che la Toscana venga colonizzare da un’azienda che usa soldi pubblici francesi». C’è un altro aspetto della competizione che fa infuriare Gori: «E mi stupisco e mi dispiace che associazioni di categoria e sindacati non l’abbiamo evidenziato». Si tratta del fatto che Autolinee Toscana abbia rinunciato, al contrario di Mobit, a dare in subappalto (una possibilità prevista nel bando di gara) fino a 2 milioni e mezzo di chilometri di trasporto sulle linee meno frequentate della Toscan «e sulle quali lavorano - spiega Gori - piccole aziende di trasporto artigianali. Questo significa che quel centinaio di lavoratori che operano il Lunigiana, per esempio, o in Garfagnana o nella provincia di Arezzo, in caso di vittoria di Autolinee Toscane, resteranno certamente senza lavoro». Così, invece, non acadrà, in caso di aggiudicazione definitiva al colosso francese, per i 5.500 dipendenti del raggruppamento Mobit (440 Cap con negli ultimi anni investimenti per acquisizioni di partecipazioni per oltre 7 milioni di euro) che passerebbero - grazie alla clausola di salvaguardia - tutti al nuovo gestore, salvo ovviamente di successive razionalizzazioni. Nuovo gestore che dovrà anche spendere 210 milioni di euro per acquisire tutti i 260 mezzi di proprietà del raggruppamento toscano.

Ma c’è un ultima bega che la Regione ben presto dovrà affrontare, tra le tante che la super gara potrebbe portare in eredità. Ed è quella relativa ai 40 milioni di euro di mancati pagamenti di servizi di trasporto, spalmati sulle varie aziende che si sono riunite in Mobit, 7 milioni di crediti solo per Cap. «Sono soldi che la Regione ci deve da tempo - afferma Gori - che vogliamo e che per riavere inizieremo a fatturare calcolando, ovviamente, gli interessi». Evidente la fase di grande tensione con tra aziende toscane e l’ente appaltante, per le conseguenze pesantissime che una eventuale vittoria francese porterebbe. «Se la peggiore delle ipotesi dovesse verificarsi - conclude Gori - Cap, che è un’azienda sana, non sparirà perché ha altri rami di attività. Ma sarebbe un colpo durissimo non solo per la nostra cooperativa ma anche per il territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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