Il Tirreno

Prato

la lega toscana

«Basta servizi affidati all’esterno»

«Basta servizi affidati all’esterno»

Una raffica di no del segretario regionale Emilio Paradiso

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PRATO. La Lega Toscana non demorde. Convinta di aver subìto un’ingiustiza, essendo stata ammessa in ritardo, alle ultime elezioni regionali, perdendo un mese di campagna elettorale, sta valutando la possibilità di chiedere l’annullamento delle elezioni e la ripetizione del voto. La Lega Toscana, nel frattempo, intende ribadire, attraverso le parole del segretario regionale Emilio Paradiso, quali sono i propri punti programmatici a partire «dalla lotta all'immigrazione clandestina, che ormai ha assunto i tratti di un invasione incontrollata su cui sorge ogni più bassa speculazione economica, e all'illegalità, l'assegnazione degli asili, delle case popolari e dei servizi in genere prima ai toscani, agli italiani e ai residenti da almeno 20 anni. Inoltre, con l'autonomia amministrativa potremmo mettere in atto una serie di politiche e di aiuti a sostegno delle famiglie (tradizionali) e incentivare i giovani a farsi una famiglia». «Quanto all'economia locale -prosegue Paradiso -, vogliamo dire basta al modello dei centri commerciali e della grande distribuzione, che con il loro strapotere solo apparentemente creano posti di lavoro, mentre in realtà mettono in ginocchio piccole e medie imprese, che rappresentano il tessuto economico di paesi e città. Pensiamo per questo a degli incentivi o sgravi fiscali alle piccole e medie partite Iva».

«Basta - continua Paradiso - anche con l'affidamento esterno di servizi essenziali come rifiuti, acqua, luce, gas e tributi da parte degli enti locali a partecipate, holding e altri organismi simili. Tutto deve ritornare sotto lo stretto controllo pubblico con gli obiettivi dell'efficienza, dell'efficacia e dell'economicità, come dice la Costituzione». Altri no netti: «no allargamento dell'aeroporto di Peretola, no all'inceneritore di Case Passerini. Si, invece alla costruzione di una metropolitana di superficie che colleghi tutti i centri della piana, Firenze, Prato, Pistoia. No ad altri centri commerciali e chiusura per quelli esistenti la domenica e festivi, perché sono loro che devono adeguarsi alla legge e alla realtà locale, non piegare le regole ai loro tornaconti economici».

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