Il presidio
Publiacqua: «Riparazioni in 4 giorni»
Tensioni e polemiche in commissione urbanistica durante l’audizione dell’azienda, presentato il piano degli interventi
PRATO. Alta tensione in commissione Urbanistica durante l’audizione dei vertici di Publiacqua. Un secondo round (il primo è dello scorso giugno) con il presidente della società Filippo Vannoni, con l’amministratore delegato (per la prima volta) Alessandro Carfì e il vicepresidente, il neonominato (una decina di giorni fa) Simone Barni, presente anche l’assessore Filippo Alessi Le contestazioni, vigorose e bipartisan, sono arrivate quando Publiacqua ha snocciolato i numeri sulle perdite e sui tempi di riparazione. Secondo i dati presenti dall’azienda in un anno le perdite lungo la rete sarebbero sensibilmente diminuite: dalle 600 dal primo gennaio al 30 settembre 2014, alle 480 nello stesso arco di tempo del 2015. E fin qui i commissari ne hanno preso atto. Ma è sui tempi di intervento e riparazione che i numeri di Publiacqua hanno lasciato molte perplessità: secondo l’azienda erano 6 i giorni nel 2012; 6 anche nel 2013; 6,3 nel 2014 e 4,9 nel 2015. «Nello specifico - è stato detto - il 10% delle perdite viene riparato nella stessa giornata, il 15% entro il giorno successivo alla segnalazione; il 41% invece entro tre giorni».
Un’altra questione delicata e che ha fatto discutere è stata la pulizia delle caditoie, i tombini per strada, che di frequente, nel caso di forti temporali, non riescono a ricevere la massa d’acqua perché otturati da sporcizia. I numeri - secondo Publiacqua - sono questi: 12.400 interventi di pulizia nel 2015 sui 15.600 previsti. Un’altra tornata è prevista tra novembre e dicembre. «Il fatto è però - è stato sottolineato - che i tombini non ricevono e le strade si allagano». Una storia tutta italiana, quella della manutenzione delle caditoie: per la parte superiore la pulizia spetta ad Asm, per quella inferiore invece la competenza è di Publiacqua. «Non si contesta il numero degli interventi ma come avvengono - ha puntualizzato il presidente della commissione Massimo Carlesi - visto che i mezzi di Publiacqua quando trovano un ostacolo, per esempio un’auto in sosta, invece di procedere a una pulizia accurata , semplicemente soffiamo aria nel tombino che però non si libera». Non solo, se per caso la pulizia di Publiacqua avviene prima di quella di Asm c’è da ricominciare tutto da capo, visto che le spazzatrici versano nuovamente sporco e terra all’interno delle feritoie». Dunque che fare? «E’ decisamente di buon senso - afferma Barni - la proposta della commissione di istituire un tavolo attorno al quale riunire Publiacqua, Asm e Comune per individuare un unico ente preposto alla pulizia dei tombini».
Polemiche e disservizi a parte, Publiacqua ha anche fatto l’elenco degli interventi in corso. Non pochi: a partire dalla prosecuzione della distrettualizzazione (in pratica mettere a regime la pressione dell’ acqua) nelle tre zone (su 12) che ancora mancano: via Pistoiese, centro storico, Castellina e zone limitrofe. Un intervento che dovrebbe servire a risolvere il disagio dell’acqua a singhiozzo, in particolare nella zona nord . Per rendere autonomo l’approvvigionamento di acqua di Prato è in atto una vasta campagna per la riapertura dei pozzi con contestuale analisi dell’acqua di falda che pare qualche problema ce l’abbia. E’ prevista - a medio termine - l’apertura dei sei pozzo nella zona sud, in tempi brevi di quello nuovo di Iolo, oltre all’avvio di nuovi approvvigionamenti attigendo dalla sorgente Nose in Valbisenzio.
Molte le critiche (Berselli, gruppo misto e Capasso, 5 Stelle) sono venute proprio sul piano degli interventi. Ed è stato l’assessore Alessi a far presente che si tratta di un piano approvato nel 2013 (amministrazione Cenni) e che resterà in vigore fino al 2017. (c.o.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
