Il presidio
«Io, pachistano, sfruttato dai cinesi»
La denuncia di un operaio che ha lavorato per otto mesi con una paga da fame
PRATO. Per otto mesi ha lavorato alle dipendenze di una stamperia cinese con la promessa di uno stipendio di 900 euro, ma quando alla fine ha incalzato il titolare per essere pagato, è stato allontanato in malo modo. Questo racconta un pachistano di 55 anni, al Tirreno e poi anche agli ispettori del lavoro presso la Direzione provinciale del lavoro, chiedendo giustizia.
Una storia emblematica per più di un motivo. Da qualche tempo infatti nelle aziende cinesi non lavorano solo cinesi. È capitato di trovarci anche qualche italiano, ma più spesso si tratta di altri stranieri. Nella stamperia di cui parla Sabir Hussain, il nostro pachistano, hanno lavorato altri sette suoi connazionali. L’azienda si trova nella zona di via De Ruggiero e attualmente, racconta Sabir, oltre a lui ci lavoravano altri tre pachistani. Lui però è il solo ad avere in tasca un permesso di soggiorno, e questo fa una bella differenza perché lo mette nella posizione di non essere ricattato più di tanto dal datore di lavoro. È per questo che mercoledì Sabir ha deciso di ribellarsi ed è andato all’Ispettorato del lavoro. Dice di aver iniziato a lavorare nella stamperia nel mese di febbraio. All’inizio doveva essere un periodo di prova, gli disse il titolare cinese, ma poi il periodo di prova si è dilatato all’infinito e un regolare contratto non è mai stato stipulato, dunque non sarebbero stati pagati nemmeno i contributi. Sabir ha pazientato, ogni tanto ha chiesto dei soldi (di solito non più di 150 euro al mese) per tirare avanti nella speranza di essere regolarizzato. E quando infine, agli inizi di ottobre, ha insistito per avere uno stipendio, è stato cacciato. Dice che il datore di lavoro lo ha minacciato con un paio di forbici per fallo allontanare.
Ora la sua denuncia è nelle mani dell’Ispettorato del lavoro, che dovrà fare le necessarie verifiche per trovare i riscontri al suo racconto. Se i particolari venissero confermati, il titolare dell’azienda sarebbe denunciato per sfruttamento di manodopera clandestina e dovrebbe pagare anche una bella multa. (p.n.)
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