Il Tirreno

Prato

trasporto pubblico

I soci Cap non si arrendono: "Lotteremo per non perdere il servizio"

Un nuovo autobus della Cap
◗
Un nuovo autobus della Cap

Prato, affollata assemblea all'hotel Datini all'indomani dell'aggiudicazione della gara regionale ad Autolinee Toscane controllata da Ratp

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Un’affluenza di più di 250 soci e una forte partecipazione attiva all’assemblea di giovedì 15, convocata dalla società cooperativa Cap all’Hotel Datini. All’ordine del giorno l’andamento del percorso di aggiudicazione della gara regionale sul trasporto pubblico che prevede per i prossimi 11 anni un unico gestore in tutta la Toscana.

"Ricordiamo infatti - scrive la Cap in un comunicato - che mercoledì 14 ottobre sono state aperte le buste relative all’offerta economica dei due concorrenti: Mobit, il consorzio che raggruppa le aziende toscane fra le quali Cap, e Autolinee Toscane, controllata dal gruppo francese Ratp. Il ribasso di Autolinee Toscane pari al 3% contro l’1.75% di Mobit ha consentito alla prima di superare il distacco creatosi dopo la prima seduta pubblica relativa all’offerta tecnica che aveva visto in testa Mobit con 60 punti.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.12264312:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2015/10/14/news/la-cap-e-quasi-fuori-dalla-gara-del-trasporto-regionale-1.12264312]]

"I soci della cooperativa - prosegue la Cap - si sono confrontati con direttore e presidente sui vari step successivi a questo primo risultato e su quelli che potranno essere gli effetti e le ricadute sul servizio, sull’occupazione e sul tessuto artigianale e l’indotto per Prato e per l’intera Toscana. Il messaggio dell’azienda pratese è il medesimo del consorzio Mobit, già espresso pubblicamente, e cioè la profonda fiducia nell’offerta proposta, migliore qualitativamente, senza previsioni di tagli al personale come quella francese, e la consapevolezza che sussistano dei vizi sui requisiti di partecipazione di Autolinee Toscane alla gara".

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.12270686:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2015/10/15/news/cap-non-demorde-la-nostra-offerta-era-migliore-1.12270686]]

"Autolinee Toscane - continua il comunicato Cap -  è controllata interamente dalla francese Ratp tramite Ratp Dev. Italia Srl e gestisce le linee del Mugello e del Chianti per un totale di 1.5 km impiegando circa 33 addetti. Partecipa alla gara perché utilizza i requisiti necessari di 72 milioni di km di un altro soggetto, proprio della sua controllante Ratp. Quest’ultima è di proprietà dello Stato francese ed è affidataria diretta del trasporto su gomma, tram e metropolitana di Parigi e dell’Ile de France rispettivamente fino al 2024,2029 e 2039. La partecipazione di Ratp alla gara viola la normativa comunitaria e l’art. 18 comma 2 del D.LGS 422/97 che prevede che non possano partecipare ad alcuna procedura per l’affidamento dei servizi le società, le loro controllanti, collegate e controllate che in Italia o all’Estero siano destinatarie di affidamenti la cui durata ecceda il termine del 3 dicembre 2019".

"Sembra un paradosso - è il commento conclusivo - che due soggetti non in possesso dei requisiti necessari per partecipare al bando di gara, insieme, possano invece partecipare e vincere. I soci lavoratori, riuniti giovedì sera, stanno organizzando un incontro con i nostri rappresentanti istituzionali per fare capire il punto di vista di chi vive il servizio tutti i giorni.L’assemblea Cap ha fatto emergere la volontà di lottare in questa direzione insieme a tutte le altre aziende toscane contenute in Mobit, non per mero interesse aziendale ma per garantire agli utenti un servizio migliore che potrebbe realmente cambiare il panorama del trasporto regionale, senza tagli sul personale, mantenendo vivo il tessuto artigianale toscano che da quasi cento anni ne è protagonista".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera