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Ora il Csm si accorge che al Tribunale servono rinforzi

Ora il Csm si accorge che al Tribunale servono rinforzi

PRATO. Quello che non è stato ottenuto in venti anni di suppliche e lamentazioni sull’asse Prato-Roma ora potrebbe diventare realtà grazie a un caso sollevato dal Tirreno e ieri ripreso dal Corriere...

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PRATO. Quello che non è stato ottenuto in venti anni di suppliche e lamentazioni sull’asse Prato-Roma ora potrebbe diventare realtà grazie a un caso sollevato dal Tirreno e ieri ripreso dal Corriere della Sera, quello del “giudice che voleva lavorare troppo”. Vale a dire la storia di Monica Jacqueline Magi, bacchettata nei giorni scorsi dal presidente del Tribunale, Nicola Pisano, perché ha fissato udienze straordinarie come giudice monocratico senza chiedere il permesso al presidente e facendo arrabbiare i cancellieri, che non ce la fanno a seguire i suoi ritmi.

Ieri Pierantonio Zanettin, membro laico del Consiglio superiore della magistratura, l’organo di autogoverno dei magistrati, ha chiesto al Csm di occuparsi del caso. Zanettini ha sollecitato l'apertura di una pratica in Settima commissione, competente sull'organizzazione degli uffici giudiziari.

«In particolare - afferma il consigliere - ho chiesto di sapere se i fatti denunciati corrispondano al vero; se e in che misura i programmi di gestione del Tribunale di Prato tengano conto della necessità di smaltire l'arretrato; se vi siano ritardi nel deposito dei provvedimenti dei giudici del Tribunale di Prato e se siano stati segnalati dal presidente. Infine, quali provvedimenti di competenza del Consiglio possano essere adottati per agevolare il lavoro di un Ufficio Giudiziario così gravato. Ritengo sia dovere del Consiglio Superiore della Magistratura offrire ogni supporto a magistrati zelanti, che quotidianamente non si rassegnano alle disfunzioni del pianeta giustizia».

Negli ultimi anni i presidenti che si sono avvicendati alla guida del Tribunale di Prato, accompagnati da politici di ogni colore, hanno fatto periodicamente la spola con Roma per chiedere rinforzi e sono sempre tornati a casa con tante promesse e pochi risultati. Ora paradossalmente il caso Magi potrebbe accendere i fari su Prato e convincere qualcuno a Roma che quei rinforzi, soprattuto per il personale amministrativo, servono davvero.

Il Corriere scrive anche che Monica Jacqueline Magi avrebbe chiesto il trasferimento, ma lo stesso magistrato ha chiarito che lo ha fatto prima di queste ultime polemiche e per motivi personali.

Intanto anche il sindacato Usb, da Firenze, rilancia l’allarme sulla carenza di organico tra i cancellieri a Prato. «La carenza organica - scrivono - che si è sempre aggravata nel tempo, non è stata casuale, ma è stata determinata da scelte ben precise, visto che tutte le procedure di assegnazione di personale o di mobilità, anche da altri enti, che hanno avuto luogo negli ultimi anni hanno penalizzato il Tribunale di Prato destinandolo al collasso». La sigla sindacale nega di aver sollecitato il presidente del Tribunale a rinviare le udienze e comunque plaude alla scelta di Nicola Pisano, perché «i carichi di lavoro di chi è addetto all’assistenza alle udienze sono insostenibili». (p.n.)

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