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I tessuti pratesi ora piacciono anche a Los Angeles
Nella West Coast c’è un distretto moda che sta cambiando «Sono effervescenti e stanno puntando sul total look»
PRATO. C'è un distretto della moda che sta diventando sempre più attrattivo per Prato. E' quello della West Coast e sempre più spesso gli imprenditori pratesi quando arrivano a New York ne approfittano per raggiungere anche Los Angeles. Non è solo la tecnologia a farla da padrona in questo spicchio d'America che si affaccia sul Pacifico. E se in passato qui le confezioni e i brand locali prediligevano tessuti denim, casual e molto streetwear adesso si sta strizzando l'occhio al total look e Prato può cominciare a dire la sua.
«Nella costa ovest degli Stati Uniti - spiega Roberto Rosati, presidente di Prato Trade - c'è molta produzione di abbigliamento e i lanifici pratesi più organizzati da tempo ci lavorano. E' un mercato però non originariamente adatto ai pratesi dal momento che qui si predilige un abbigliamento estivo e realizzato con stoffe meno innovative. I marchi più grossi di quella zona avevano sempre una sede anche a New York e quindi era meno utile frequentare quella zona. Adesso le cose stanno cambiando e non a caso avevamo deciso di organizzare là un workshop».
Ultimamente sono cresciute in quella zona realtà aziendali un po' meno orientate verso un abbigliamento sportivo e più di alta gamma e quindi più vicine a Prato. Tra le aziende con basi commerciali più solide in questa zona degli Stati Uniti c'è Pontetorto.
«Ci sono clienti - dice Luigi Banci - che io chiamo meteore. Fanno un grandissimo successo in brevissimo tempo e con numeri importanti. Con il dollaro forte, dal momento che il mercato è particolarmente pimpante dal punto di vista creativo, per noi pratesi è un'opportunità anche se si cercano tessuti non lanieri». Proprio in questo periodo uno dei nuovi commerciali di Pontetorto Emiliano Tempestini (da febbraio nell'azienda di Montemurlo dopo un passato alla Dinamo e a Fabrica) è negli Stati Uniti.
«La zona della moda a Los Angeles - spiega - c'è sempre stata. Facevano un look più giovanile e jersey (ma questo se se lo fabbricano da soli). Adesso è diventato un po' più interessante perché clienti si stanno aprendo al total look e quindi anche a tessuti che provengono da Prato. Va detto che non è New York e che il mercato è leggermente di gamma più bassa ma il cambio del dollaro ci sta favorendo. Ci sono tanti brand con diffusione regionale e qualcuno a livello nazionale. Va da sé che le collezioni primavera estate sono le favorite. C'è fermento e per questo va monitorato con attenzione e bisogna essere presenti».
Stessa opinione per l'imprenditore Riccardo Marini che in questi giorni è alla fiera in Cina.
«E' un mercato da tenere d'occhio», sottolinea. «E sicuramente in crescita e una buona potenzialità per noi. Non è New York ma i nostri rappresentanti lo stanno seguendo con attenzione e periodicamente vanno a trovare i clienti. Anch’io ogni tanto da New York faccio una scappata a Los Angeles per capire cosa si muove».
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