Il presidio
Ciambellotti: "L'avevo detto: servivano più classi"
L'assessore alla pubblica istruzione spiega che erano state chieste tre classi in più nella primaria e altre tre nella secondaria di primo grado mentre ne sono state accordate quattro
PRATO. Sapeva che il bubbone sarebbe scoppiato prima o poi. E per questo si è attivata per tempo. La presenza di 40 bambini cinesi in “overbooking” è il rompicapo dell’assessore alla pubblica istruzione Mariagrazia Ciambellotti (il Comune però non ha competenze ma può solo fare pressing sul’ex provveditorato).
«Il 15 luglio – racconta - ho incontrato i dirigenti scolastici evitare possibili liste d’attesa alla primaria e alla secondaria di primo grado tenendo conto, dove possibile, dei criteri di stradario nella distribuzione degli studenti. Eravamo riusciti a guadagnare un margine di respiro». Poi sono arrivati altri potenziali alunni cinesi, proprio a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico, e altri ne arriveranno nei prossimi mesi. A quel punto l’equilibrio è saltato.
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«Non possiamo formare classi di 27-28 alunni ma siamo tenuti a garantire un posto a tutti», fa presente Ciambellotti che sta raccogliendo i nominativi dei bimbi esclusi per portarli, all’inizio della prossima settimana, sulla scrivania della responsabile dell’ufficio scolastico Laura Scoppetta. In realtà, non sono gli alunni neoarrivati a Prato ad essere aumentati, né si può parlare di ricongiungimenti (il Comune ha sotto controllo i numeri della Prefettura così da prevedere eventuali arrivi) perché si tratta comunque di bambini e ragazzi nati a Prato.
«ll trend si mantiene costante, sono le classi sempre più numerose: oltre un certo numero di alunni non si può andare». D’altro canto, esiste una specificità pratese che Ciambellotti ha più volte segnalato all’ufficio scolastico regionale.
«Avevo chiesto tre classi in più nella primaria e altre tre nella secondaria di primo grado, ce ne sono state accordate quattro. E poi va abbassata la soglia minima di alunni per formare le prime classi. Logico che se si parte in prima subito con 25 alunni, s’arriva in quinta con grossi problemi di spazio».
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