Il presidio
L'alibi non regge: condannato per la rapina
Tre anni e quattro mesi a un marocchino accusato di aver aggredito tre cinesi. Sosteneva di essere stato in un altro posto ma il giudice non gli ha creduto
PRATO. Sosteneva di avere un alibi, ma il giudice non gli ha creduto e lo ha condannato per una rapina ai danni di cinesi. L'imputato è un uomo di nazionalità marocchina, Rachid Kezzou, che il 4 gennaio 2015 fu arrestato dalla polizia con l'accusa di aver rapinato, insieme a due complici rimasti ignoti, tre cinesi in via delle Fonti. Gli orientali furono percossi e derubati di una borsa contenente 300 euro. Qualche giorno dopo la polizia rintracciò Kezzou, che fu riconosciuto dalle vittime della rapina e fu arrestato. Oggi l'uomo, difeso dall'avvocato Costanza Malerba, è comparso davanti al giudice dell'udienza preliminare per essere giudicato col rito abbreviato. In base a indagini difensive, l'avvocato ha sostenuto che il suo cliente era in un altro posto al momento della rapina, ma il pubblico ministero Lorenzo Gestri ha insistito per la condanna, chiedendo una pena di 4 anni, e il giudice ha condannato l'imputato a tre anni e quattro mesi di reclusione.
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