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Il tessile pratese rivede il segno più

Il tessile pratese rivede il segno più

Il monitoraggio di Banca Cr Firenze: cresce l'export dei distretti toscani, più 7,1%. E anche il tessile pratese fa registrare una buona performance

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PRATO. Nel secondo trimestre del 2015 le esportazioni dei distretti industriali toscani mostrano una accelerazione registrando una crescita del 7,1% (pari a quasi 225 milioni di euro aggiuntivi), in linea con la media dei distretti italiani. E anche il tessile pratese, dopo un paio di trimestri positivi rivede il segno più: +2,5% nel secondo trimestre 2015 grazie anche al forte impulso dei mercati europei (Spagna, Regno Unito) e all'accelerazione del mercato di Hong Kong.

Lo evidenzia l'analisi della banca Cr Firenze, il monitor dei distretti toscani realizzato dalla direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo. L'analisi evidenzia incrementi diffusi alla maggior parte delle realtà distrettuali che portano la regione a totalizzare 3,4 miliardi di euro di export. Continua a svolgere un ruolo di traino il mercato degli Stati Uniti che registra un nuovo incremento (+23,7%) confermandosi come primo sbocco commerciale dei distretti tradizionali toscani.

Il recupero del settore tessile-abbigliamento di Prato vede compensata l'evoluzione negativadei filati (-5,8%) e la staganazionedei tessuti (0%) grazie alla consistente crescita registrata nelle componenti a valle dell'abbigliamento (+6,3%) e della maglieria (+22,1%). Il distretto ha beneficiato della ripresa del mercato francese (+2,5%, secondo mercato distrettuale) e dell’incremento delle vendite a due cifre in Spagna (25,3%), Regno Unito (+23,5%), Hong Kong (23,9%) che hanno compensato la contrazione dei flussi diretti principalmente verso la Germania (-3,7%, primo sbocco commerciale), Cina (-4,3%), Paesi Bassi (-10,1%) e verso alcuni mercati emergenti che proseguono il trend negativo del primo trimestre, come Turchia (-11,1%), Federazione Russa (-41,6%) e Croazia (-27,6%).

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Gli altri distretti della Toscana. Torna a crescere l'export dell'Oreficeria di Arezzo (+7%), dopo un anno di forte contrazione delle vendite, maturata soprattutto negli Emirati Arabi Uniti, che avevano condizionato pesantemente l'andamento complessivo dei distretti toscani nell'ultimo anno.

Spiccano in particolare i Vini del Chianti (+37,7%) e l'Olio di Lucca (+25%) che hanno beneficiato delle straordinarie performance registrate sul mercato degli Stati Uniti, il Cartario di Capannori (+24,7%) con una crescita a due cifre su tutte le principali mete europee, il Tessile e abbigliamento di Arezzo (+12,1%), con incrementi a doppia cifra sperimentati soprattutto in Francia, Hong Kong e Stati Uniti. Buoni risultati anche per la Pelletteria e calzature di Firenze (+8,1%), leader dell'export distrettuale toscano con 63 milioni di euro di esportazioni aggiuntive rispetto allo stesso periodo del 2014.

Rinnovato dinamismo per l'Abbigliamento di Empoli (+8,9%) che segue un profilo di crescita grazie alle ottime performance registrate in tutte le mete commerciali e in particolare negli Stati Uniti. Torna in territorio positivo il Tessile e abbigliamento di Prato (+2,5%) dopo un paio di trimestri negativi, grazie al forte impulso di alcuni mercati europei (Spagna, Regno Unito) e alla consistente accelerazione del mercato di Hong Kong. Subisce un fisiologico rallentamento la Pelletteria e calzature di Arezzo (+0,7%) dopo il boom di export registrato negli ultimi quattro anni, mentre è buono l'andamento delle esportazioni delle Calzature di Lamporecchio (+3,8%).

Arretrano invece le Calzature di Lucca (-6,4%) e rimangono in territorio negativo l'Olio di Firenze (-4,3%) e il Florivivaistico di Pistoia (-0,7%). Anche nel secondo trimestre del 2015 si confermano le difficoltà per una importante realtà distrettuale, la Concia e calzature di S. Croce sull'Arno (-4,7%), che accusa cali di export su quasi tutti i principali sbocchi di riferimento e, in particolare, sul mercato europeo (Francia, Spagna, Germania). Il Sistema casa Made in Tuscany vede l'incremento del Marmo di Carrara (+9,6%) e i risultati positivi per i Mobili di Poggibonsi-Sinalunga (+3,9%) e della Ceramica di Sesto Fiorentino (+5,1%). Mantiene invece risultati negativi il distretto del Mobile di Quarrata (-6,1%), da tempo in crisi. Segnali incoraggianti provengono dal mercato del lavoro: l'analisi evidenzia complessivamente nei primi otto mesi del 2015 una marcata riduzione delle ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni, in particolare della componente straordinaria.

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