Il presidio
Un pianoforte come ponte tra la sua Prato e la Cina
Il sogno di Giulia Mazzoni, musicista affermata, è di riempire un teatro della città con appassionati di musica di entrambi i Paesi: «Ha un valore universale»
PRATO. Le sue dita magiche che sembrano danzare sui tasti del pianoforte riescono ogni volta ad incantare chi ascoltare il talento di Giulia Mazzoni, la giovane pianista pratese sempre più alla ribalta con successi che premiano la sua bravura. E’ reduce da una tournée in Cina e attualmente è impegnata nell’ultimo spettacolo di Giorgio Faletti “L’ultimo giorno di sole” scritto per Chiara Buratti unica protagonista in scena come attrice e cantante. La regia è affidata a Fausto Brizzi. Giulia accompagna i monologhi dello spettacolo suonando alcune sue composizioni al pianoforte. “L’ultimo giorno di sole”, dopo la prima ad Asti, andrà in giro per l’Italia. La Mazzoni è particolarmente entusiasta. Era una bambina quando durante le vacanze a Capoliveri incontrò Faletti ma non ebbe il coraggio di salutarlo. Ora, a distanza di anni, è stata scelta per essere parte di questo suo spettacolo. «Lo reputo un segno del destino – confida – è il mio modo di salutarlo ora col rimpianto di non averlo fatto quando lo incontrai». Intanto, il suo disco “Giocando con i bottoni” sta avendo successo ed è uscito anche in Cina dove l’artista si è esibita questa estate con cinque date in altrettante città: Shangai, Wuhan, Tianji, Xi’an, Hangzhou. «Tutto è nato più di un anno fa – racconta la pianista – ero al parco auditorium della musica a Roma con una serata legata al tour di ‘Giocando con i bottoni’. In sala c’era Luigi Merlecchi che è a capo dell’agenzia di management Fataka international che si occupa dell’organizzazione all'estero, in particolare in Cina, di tour di artisti italiani e stranieri tra i quali il pianista Roberta Prosseda che abita a Prato, Carreras e Bocelli. Merlecchi e il mio produttore hanno quindi pensato ad una tournée in Cina, così sette mesi prima del concerto ho inviato la scaletta di ben 90 minuti e a fine luglio sono partita per l’Oriente. E’ stata un’esperienza splendida, mi sono esibita in teatri dove c’era il tutto esaurito (si parla di 1600 persone a serata, ndr). Ho suonato i pezzi del mio disco oltre ad altri brani. Per la prima volta in ambienti così grandi ho suonato senza microfono con un’acustica perfetta, mai sentita una cosa del genere». A Giulia Mazzoni farebbe piacere potersi esibire anche a Prato in un concerto simile per avvicinare la comunità italiana e quella cinese: «La musica – dice – ha un linguaggio universale». Così come le piacerebbe che Prato ospitasse lo spettacolo di Faletti. Giulia è l’unica artista donna ad essere presente nel disco “Eataly live project” con artisti che si sono esibiti a Eataly di Milano (realizzato all’interno dell’ex teatro Smeraldo). E poi sempre nel 2015 ha suonato al salone del design a Milano nello spazio espositivo dell’Audi. «A disposizione avevo un pianoforte particolare – spiega – progettato da un uno dei designer del marchio. Infatti lo strumento ricordava proprio un’Audi».
E sempre in tema di musicisti, un altro pianista che si sta facendo onore è Giovanni Nesi che ha trascritto per pianoforte (è la prima volta che accade) le suite e le partiture del pratese Domenico Zipoli pensate per clavicembalo e raccolte in un album pubblicato da un’etichetta londinese.(a.b.)
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