Il presidio
I cugini di cuore e asfalto
Dal successo di Sanremo la carriera di Amara e Salvatore ha spiccato il volo
PRATO. Ne ha sfornati di talenti Prato. In tante discipline. Oggi raccontiamo cosa stanno facendo alcuni degli artisti cittadini impegnati nel mondo della musica e della canzone. Il punto della situazione sulla loro carriera, quanto hanno appena archiviato e i progetti che li aspettano. Alcuni di loro abitano ancora a Prato altri, per esigenze artistiche, sono dovuti andare fuori città. Ma oltre alle sette note tutti sono accomunati dall'amore che sentono per la loro terra e che cercano di portare sul palco ogni volta che si esibiscono.
Iniziamo da Erika e Salvatore Mineo. Sono uniti nella vita dal vincolo di parentela e dall'amore per la musica. Ed il 2015 per questa coppia di cugini è un anno da incorniciare. E' l'anno di Sanremo dove Erika, in arte Amara, sul prestigioso palco dell'Ariston, si è esibita con il brano "Credo" scritto a quattro mani insieme al cugino Salvatore, anzi Principe, visto che è questo è il suo appellativo. Più che cugini sembrano fratelli tanto è il legame che li unisce e che dopo l'importante trampolino sanremese li vede spiccare il volo nel mondo delle sette note. Da febbraio per Amara è l'inizio di quello che lei definisce il vero sviluppo dell'arte. Sanremo ha fatto conoscere chi è Amara. Ha perso il conto di quanti concerti ha tenuto in giro per l'Italia. «Sono partita con una tournée invernale - racconta Amara - a cui è seguita quella estiva. Ho toccato tante città italiane dove ogni data mi ha dato qualcosa di importante. Perché quando canto cerco di dare qualcosa a chi è lì. I fan? Io preferisco chiamarli persone che si uniscono alla mia vita e che diventano amici. Il loro affetto è davvero grande». Un tour iniziato dal Blu Note di Milano dove l'artista invita anche Platinette che partecipa alla serata e con la quale fa un duetto. E poi Erika Mineo ha avuto modo di esibirsi anche con Syria cantando un brano di Fossati. E intanto porta a casa dei riconoscimenti importanti, uno fra tutti il premio Lunezia che di anno in anno va a grossi nomi del panorama musicale e poi il premio Faletti. Amara svela che non solo è riuscita a farsi conoscere come cantante ma anche come autrice. Ha scritto alcuni testi per dei big della musica, ancora top secret i nomi. La discografia ha i suoi tempi e non si sa ancora quando usciranno le canzoni che porteranno la firma della cantautrice pratese. «Questo per me è stato Sanremo - dice Amara - è come se fosse stato spalancato un portone. Carlo Conti - ammette sorridendo - mi ha cambiato la vita». Tante serate ma che non hanno modificato il modo di fare dell'artista. «Bisogna sempre restare chi siamo - precisa - Falsificarsi non serve a niente, se cambi non saresti più tu». La cantante col turbante, come l'avevamo ribattezzata per via del copricapo che porta, ci scherza su. «Se lo indosso ancora? Certo - ammette - E' comodissimo e poi ormai fa parte di me». Amara vive alle porte di Roma e ogni tanto ritorna nella sua città natale per abbracciare i genitori.Il nuovo disco della cantante è quasi pronto, i brani sono scritti alcuni dai cugini Mineo, altri, invece, solo da Erika. E pure Salvatore considera il 2015 l'anno di partenza. «Dopo Sanremo - dice - ci sono state tante soddisfazioni. La canzone Credo su Youtube ha raggiunto un milione di visualizzazioni. Da quella vetrina si sono aperte più strade da percorrere». Salvatore Mineo, cantautore, dalla sua "Via Capitini" ora ha firmato il primo contratto da autore con "L'isola degli artisti": «Scrivo canzoni - spiega - Mi sono arrivate diverse richieste, e la cosa mi fa davvero piacere perché vuol dire che nella mia penna c'è chi ci sente qualcosa che vuole». Principe ha anche un progetto tutto suo: fare una raccolta delle canzoni scritte negli ultimi 15 anni. «Non tutte ovviamente - sorride l'artista - Ho scelto quelle che canto più spesso. Non ho fretta visto che sto facendo la cosa da indipendente, quindi senza i tempi della discografia. Sarà un disco con voce e chitarra. Un disco che come dico io saprà di strada e di asfalto».
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