Il Tirreno

Prato

musica

Da Amara a Blebla, ecco la colonna sonora di Prato

di Azelio Biagioni
Giulia Mazzoni
◗
Giulia Mazzoni

Giovani, di talento, con tanta voglia di emergere. C'è chi il successo l'ha ottenuto, chi l'ha sfiorato, chi sogna di conquistarlo: al Tirreno hanno raccontato i loro progetti

10 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Ne ha sfornati di talenti Prato. In tante discipline. Oggi raccontiamo cosa stanno facendo alcuni degli artisti cittadini impegnati nel mondo della musica e della canzone. Il punto della situazione sulla loro carriera, quanto hanno appena archiviato e i progetti che li aspettano. Alcuni di loro abitano ancora a Prato altri, per esigenze artistiche, sono dovuti andare fuori città. Ma oltre alle sette note tutti sono accomunati dall’amore che sentono per la loro terra e che cercano di portare sul palco ogni volta che si esibiscono.

Giulia Mazzoni. Le sue dita magiche che sembrano danzare sui tasti del pianoforte riescono ogni volta ad incantare chi ascoltare il talento di Giulia Mazzoni, la giovane pianista pratese sempre più alla ribalta con successi che premiano la sua bravura. E’ reduce da una tournée in Cina e attualmente è impegnata nell’ultimo spettacolo di Giorgio Faletti “L’ultimo giorno di sole” scritto per Chiara Buratti unica protagonista in scena come attrice e cantante. La regia è affidata a Fausto Brizzi. Giulia accompagna i monologhi dello spettacolo suonando alcune sue composizioni al pianoforte.

“L’ultimo giorno di sole”, dopo la prima ad Asti, andrà in giro per l’Italia. La Mazzoni è particolarmente entusiasta. Era una bambina quando durante le vacanze a Capoliveri incontrò Faletti ma non ebbe il coraggio di salutarlo. Ora, a distanza di anni, è stata scelta per essere parte di questo suo spettacolo.

“L’ho reputo un segno del destino – confida – è il mio modo di salutarlo ora col rimpianto di non averlo fatto quando lo incontrai”. Intanto, il suo disco “Giocando con i bottoni” sta avendo successo ed è uscito anche in Cina dove l’artista si è esibita questa estate con cinque date in altrettante città: Shangai, Wuhan, Tianji, Xi’an, Hangzhou. “Tutto è nato più di un anno fa – racconta la pianista – ero al parco auditorium della musica a Roma con una serata legata al tour di ‘Giocando con i bottoni’. In sala c’era Luigi Merlecchi che è a capo dell’agenzia di management Fataka international che si occupa dell’organizzazione all'estero, in particolare in Cina, di tour di artisti italiani e stranieri tra i quali il pianista Roberta Prosseda che abita a Prato, Carreras e Bocelli. Merlecchi e il mio produttore hanno quindi pensato ad una tournée in Cina, così sette mesi prima del concerto ho inviato la scaletta di ben 90 minuti e a fine luglio sono partita per l’Oriente. E’ stata un’esperienza splendida, mi sono esibita in teatri dove c’era il tutto esaurito (si parla di 1600 persone a serata, ndr). Ho suonato i pezzi del mio disco oltre ad altri brani. Per la prima volta in ambienti così grandi ho suonato senza microfono con un’acustica perfetta, mai sentita una cosa del genere”.

A Giulia Mazzoni farebbe piacere poter esibirsi anche a Prato in un concerto simile per avvicinare la comunità italiana e quella cinese: “La musica – dice – ha un linguaggio universale”.

Così come le piacerebbe che Prato ospitasse lo spettacolo di Faletti. Giulia è l’unica artista donna ad essere presente nel disco “Eataly live project” con artisti che si sono esibiti a Eataly di Milano (realizzato all’interno dell’ex teatro Smeraldo). E poi sempre nel 2015 ha suonato al salone del design a Milano nello spazio espositivo dell’Audi. “A disposizione avevo un pianoforte particolare – spiega – progettato da un uno dei designer del marchio. Infatti lo strumento ricordava proprio un’Audi”.

E sempre in tema di musicisti, un altro pianista che si sta facendo onore è Giovanni Nesi che ha musicato per pianoforte (è la prima volta che accade) le suite e le partite del pratese Domenico Zipoli pensate per il clavicembalo e raccolte in un album pubblicato da un’etichetta londinese.

Erika e Salvatore Mineo. Sono uniti nella vita dal vincolo di parentela e dall’amore per la musica. Ed il 2015 per i cugini Erika e Salvatore Mineo è un anno da incorniciare. E’ l’anno di Sanremo dove Erika, in arte Amara, sul prestigioso palco dell’Ariston si è esibita con il brano “Credo” scritto a quattro mani insieme al cugino Salvatore, anzi da Principe visto che è questo è il suo appellativo. Più che cugini sembrano fratelli tanto è il legame che li unisce e che dopo l’importante trampolino sanremese li vede spiccare il volo nel mondo delle sette note. Da febbraio per Amara è l’inizio di quello che lei definisce il vero sviluppo dell’arte. Sanremo ha fatto conoscere chi è Amara. Ha perso il conto di quanti concerti ha tenuto in giro per l’Italia.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.12246015:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12246015:1652109792/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

“Sono partita con una tournée invernale – racconta Amara – a cui è seguita quella estiva. Ho toccato tante città italiane dove ogni data mi ha dato qualcosa di importante. Perché quando canto cerco di dare qualcosa a chi è lì. I fan? Io preferisco chiamarli persone che si uniscono alla mia vita e che diventano amici. Il loro affetto è davvero grande”. Un tour iniziato dal Blu Note di Milano dove l’artista invita anche Platinette che partecipa alla serata e con la quale fa un duetto. E poi Erika Mineo ha avuto modo di esibirsi anche con Syria cantando un brano di Fossati. Ed intanto porta a casa dei riconoscimenti importanti, uno fra tutti il premio Lunezia che di anno in anno va a grossi nomi del panorama musicale e poi il premio Faletti. Amara svela che non solo è riuscita a farsi conoscere come cantante ma anche come autrice. Ha scritto alcuni testi per dei big della musica, ancora top secret i nomi. La discografia ha i suoi tempi e non si sa ancora quando usciranno le canzoni che porteranno la firma della cantautrice pratese.

“Questo per me è stato Sanremo – dice Amara – è come se fosse stato spalancato un portone. Carlo Conti – ammette sorridendo – mi ha cambiato la vita”. Tante serate, concerti anche in contesti importanti che, comunque, non hanno modificato il modo di fare dell’artista. “Bisogna sempre restare chi siamo – precisa – Falsificarsi non serve a niente, se cambi non saresti più tu”.

La cantante col turbante, come l’avevamo ribattezzata per via del copricapo che porta, ci scherza su. “Se lo indosso ancora? Certo – ammette - E’ comodissimo e poi ormai fa parte di me. Lo portavo anche prima di approdare a Sanremo e continuo ad indossarlo”. Amara vive alle porte di Roma ed ogni tanto ritorna nella sua città natale per abbracciare i genitori. “Sono felice che anche mio cugino abiti vicino a me – aggiunge - Principe è contento di come le cose stanno andando”. Il nuovo disco della cantante è quasi pronto, i brani sono scritti alcuni dai cugini Mineo, altri, invece, solo da Erika. E pure Salvatore considera il 2015 l’anno di partenza. “Dopo Sanremo – dice – ci sono state tante soddisfazioni. La canzone Credo su Youtube ha raggiunto un milione di visualizzazioni. Da quella vetrina si sono aperte più strade da percorrere”.

Salvatore Mineo, cantautore, dalla sua “Via Capitini” ora ha firmato il primo contratto da autore con “L’isola degli artisti”. “Scrivo canzoni – spiega Principe – Mi sono arrivate diverse richieste, e la cosa mi fa davvero piacere perché vuol dire che nella mia penna c’è chi ci sente qualcosa che vuole”.

Principe ha anche un progetto tutto suo: fare una raccolta delle canzoni scritte negli ultimi 15 anni. “Non tutte ovviamente – sorride l’artista – Ho scelto quelle che canto più spesso. Non ho fretta visto che sto facendo la cosa da indipendente, quindi senza i tempi della discografia. Sarà un disco con voce e chitarra. Un disco che come dico io saprà di strada e di asfalto”. Alla domanda su cosa c’è di bello nella musica non esista a rispondere che quando qualcuno prende in prestito una frase da un suo testo è una soddisfazione incredibile. Il suo mantra è “La musica cammina”. “Ora vivo ad Aprilia – termina – e porto avanti la mia attività. Scrivo canzoni e sono contento”.

Francesco Guasti. A “The Voice”, nel 2013, arriva fino alla semifinale, nel 2014 con il brano “Scintilla contro scintilla” partecipa alle selezioni di Sanremo giovani ed arriva ad un passo dall’Ariston. Ed intanto entra a far parte della nazionale cantanti. L’anno seguente inizia la prestigiosa collaborazione con Piero Pelù ed il suo staff e partecipa con “Piovono rose” alle selezioni finali di Sanremo giovani. Ed è il 2015 l’anno che segna l’uscita del suo primo album “Parallele”.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.12246033:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12246033:1652109791/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Sono queste alcune delle tappe importanti nella carriera artistica di Francesco Guasti. Che annuncia che nel 2016 ci riproverà per salire sul palco dell’Ariston: “Sarebbe un grande sogno che si realizza”, confida. Concerti qua e là Guasti va avanti nella sua attività e spera davvero di poter arrivare a Sanremo. “E’ l’unica vetrina - dice – In giro ci sono tante iniziative ma per chi è già affermato. Sanremo, invece, offre la possibilità anche gli emergenti di farsi conoscere”. Francesco Guasti fa poi una considerazione sul mondo di internet che a suo dire è scappato un po’ troppo di mano.

“Tutti possono fare tutto – racconta – Basta riprendersi mentre si è in cucina e siamo degli chef. Ma non funziona proprio così. Per me un cantante deve comunicare qualcosa attraverso quello che fa sentire al pubblico e cerco sempre di trasmettere emozioni. Nel lavoro di cantante – aggiunge – ci vuole tanta dedizione. La musica va coltivata ogni giorno e si tratta di un mestiere complesso rispetto ad altri che ti porta un giorno qui e il giorno dopo da tutt’altra parte. A torto la musica viene vista come un hobby, ma non è così. Io nel mio piccolo ho fatto il mio percorso, sono felice di fare questo mestiere e porto sempre la mia città nel cuore”. Da qualche anno è uno dei giocatori della nazionale cantanti nel ruolo di centrocampista.

Altro cantante pratese è Giacomo Paci, che nel 2013 fu uno dei protagonisti di "Amici". Riprende l'attività dopo un periodo sabbatico. E se Guasti ‘bacchetta’ internet, Paci punta proprio sul mondo del web.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.12246005:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12246005:1652109792/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

“La strada che ora ho scelto - spiega il giovane cantante – è quella del web. Lo reputo lo strumento più meritocratico e più limpido in tutti gli ambienti. E poi è un modo per restare in contatto con chi vuole cercarmi. La musica – termina – è un bisogno che sento mio e che mi fa stare bene. Intanto, studio chitarra, lavoro nell’azienda di famiglia e continuo a coltivare la musica senza la quale ho capito che non potrei più vivere”. Giacomo condivide l’amore per la musica con la sua compagna Ylenia Morganti, anche lei partecipò ad “Amici”.

Andrea Franchi e Blebla. All’attivo ha tre dischi, l’ultimo si chiama Tanz. Collabora con Paolo Benvegnù anche se a novembre ha qualche data in agenda da solista (al basso Andrea Angelucci e alla batteria Oretta Giunti). Lui è Andrea Franchi, musicista e compositore pratese, soddisfatto delle recisioni sulla sua ultima fatica discografica. Un suo progetto è quello di far crescere il trio e magari creare una band e fare un disco. “Per ora – racconta – ho suonato tutto io nei dischi realizzati ma credo sia arrivato il momento di confrontarmi con altri musicisti”. Nell’ultimo album ci sono quattro brani strumentali e sei canzoni. Una musica che Franchi definisce più di flusso. Intanto annuncia che in porto c’è una collaborazione col fotografo Francesco Vieri. “A breve – aggiunge – terminerò il tour con Benvegnù ma intanto mi occupo anche di produzione artistica per altri cantanti. “Oggi – spiega - fare il musicista in Italia non è facile”.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.12246008:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12246008:1652109792/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Poi Andrea Franchi racconta di come l’ultimo suo disco sia stato finanziato attraverso una campagna di crowdfunding. “E’ andata benissimo – conferma l’artista – Molte persone che nemmeno conosco hanno acquistato il disco a scatola chiusa. Questo mi ha permesso di poter pagare le spese necessarie per poterlo realizzare. Chi lo ha fatto vuol dire che apprezza il mio modo di fare musica, si è fidato e l’acquistare prima una cosa senza nemmeno vederla, in questo caso senza sentirla, è davvero un grande motivo di fiducia”.

Cambiando genere musicale, se a Prato dici rapper pensi subito a Blebla. Bravo e simpatico è riuscito a conquistare il pubblico con le sue canzoni e la sua simpatia. Pur ammettendo che quello della musica è un mercato difficile, vuoi anche per il periodo storico in cui ci troviamo, Blebla (al secolo Marco Lena) ha tanti progetti. Uno bello grosso riguarda l’uscita di tre album.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.12246023:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12246023:1652109791/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

"Fra il prossimo anno ed il 2017 ne usciranno ben tre – conferma il rapper – In uno ci sarà solo io, il secondo mi vede insieme ad un altro rapper ed il terzo vedrà varie collaborazioni”. E’ soddisfatto del suo quarto album “V.I.A. (Verso improbabili avventure”) uscito a maggio.

 

 

 

 

 

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera