Italia
Architetto pratese tra i progettisti del recupero della Fortezza da Basso
Prato, Alessio Mazzeo è tra i tecnici che entro il 31 dicembre dovranno presentare principalmente il preliminare e il progetto storico-critico chiesto dalla Soprintendenza per i beni architettonici in vista del vertice dei G7 del 2017
PRATO. Un architetto pratese sulle orme di Antonio da Sangallo, per ridisegnare il futuro della Fortezza da Basso in vista del G7 previsto per il 2017 a Firenze. «Un’impresa titanica», come la definisce Alessio Mazzeo: il professionista nato e residente nella città laniera, che ha all’attivo collaborazioni con luminari del calibro di Renzo Piano, è stato reclutato nell'équipe multidisciplinare di tecnici chiamata a studiare il recupero complessivo della Fortezza da Basso in vista del summit tra le potenze più industrializzate del mondo per ospitare il quale, appunto, è candidata la città del premier Renzi.
C’è anche Mazzeo dunque tra i tecnici che entro il 31 dicembre dovranno presentare principalmente il preliminare e il progetto storico-critico chiesto dalla Soprintendenza per i beni architettonici. «In primis sto lavorando con i miei colleghi all’ipotesi di un rilievo complessivo e del restauro della straordinaria ”macchina da guerra” quale era il sistema difensivo dei bastioni e dei tunnel ancora in gran parte segreti progettati e realizzati da Antonio da Sangallo Il Giovane. Infine, l’ipotesi di adeguamento architettonico- energetico e logistico dell'intera area fieristica in previsione, ma non solo, del preannunciato vertice del G7 nel maggio 2017».
Classe 1973, l’architetto Mazzeo lavora per l'ufficio delle Belle Arti del Comune di Firenze: tanto per intendersi, in tutta Italia esistono solo tre uffici di questo genere, gli altri due sono a Roma e Venezia. A guardare il suo curriculum, ci si accorge che la riqualificazione della Fortezza è solo la ciliegina sulla torta: portano la sua firma alcuni progetti significativi in tema di recupero urbano (alcuni già realizzati), dal vecchio carcere de Le Murate al progetto per il nuovo stadio e la Cittadella Viola nell'area MercaFir. Ora il recupero della Fortezza da Basso lo vede impegnato a fianco di magistrali architetti fiorentini come Mario Pittalis, Roberto Melosi, Giorgio Caselli, Claudio Mastrodicasa.
«Firenze – sottolinea Mazzeo - ha una straordinaria occasione per mostrarsi com’è, ovvero una città talentuosa, raffinata e colta ma ha anche con un profondo senso pratico, senza essere ridondante come altre realtà italiane. Per quanto mi riguarda, riverserò tutto il mio impegno sul progetto, convinto che riusciremo a portare a termine e nei tempi questa titanica impresa nel miglior modo possibile e senza sprechi di denaro pubblico».
Strizza l’occhio a Prato la penna dell’architetto con il cuore che batte per il capoluogo gigliato. «Firenze è una città “medicea” che mi ha donato tanto, prima di tutto la dignità e l'onore come uomo. Seppure io sia innamorato della mia città natale, professionalmente parlando non la cambierei con Firenze per tutto l'oro del mondo, perché nessun uomo è profeta in casa sua. Al di là di tutto, il progetto cui sto lavorando potrebbe essere un paradigma per cominciare a studiare il recupero funzionale di altre situazioni analoghe come la Fortezza di Santa Barbara a Pistoia o come la valorizzazione delle mura del '300 e del bellissimo Bastione cinquecentesco di San Giusto a Prato».
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