Il Tirreno

Prato

Docente a 92 anni, Clementina fa lezione sulla legge Merlin

di Barbara Burzi
L'ex professoressa Clementina Primi
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L'ex professoressa Clementina Primi

Prato, non sarà da Guinness dei primati, ma tenere una lezione accademica all’età di 92 anni è senz’altro un record. Anche se la docente è una ex professoressa in pensione.

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PRATO. Non sarà da Guinness dei primati, ma tenere una lezione accademica all’età di 92 anni è senz’altro un record. Anche se la docente è una ex professoressa in pensione, con un passato diviso a metà tra i banchi di scuola e la professione di psicologa. La passione per lo studio non l’ha mai abbandonata, così l’latro pomeriggio Clementina Primi è salita di nuovo in cattedra alla “Libera università di promozione culturale”, con sede in via Capponi, per parlare del fenomeno della prostituzione, incentrando la lezione sulla legge Merlin del 1958.

A introdurre l’argomento, una semplice domanda che però divide da sempre la politica e l’opinione pubblica: è una legge da abrogare? Il tema ha richiamato in aula un gran numero di persone attente e interessate, che sono rimaste incollate alla sedia per circa un’ora e mezza, ovvero per tutto il tempo. Con riferimenti storici precisi la professoressa Primi ha dimostrato che la prostituzione è praticata da oltre quattromila anni e che nel corso dei secoli ha assunto varie forme.

«Pensate, che ai tempi della prima guerra mondiale - ha detto - esistevano addirittura i bordelli da campo: le donne che andavano in prima linea guadagnavano così tanti soldi da potersi permettere, una volta tornate a casa, di non lavorare più».

Una lezione di storia farcita di ricordi personali legati soprattutto agli anni del fascismo «quando i giovani militari, molti dei quali arrivavano dalle campagne, ricevevano una paga mensile e con quella facevano le loro prime esperienze nelle case di prostituzione. Questo era il loro primo approccio alla città, una sorta di iniziazione - ha spiegato - e andava a finire che molti si facevano l’idea che il rapporto con la donna fosse così».

Oltre alla ricerca bibliografica, la professoressa pratese, classe 1923, è riuscita a raccogliere anche testimonianze dirette. «Parlando con alcune persone della mia generazione che frequentavano le case chiuse - ha raccontato - mi sono resa conto che allora erano considerate dei luoghi accoglienti dai giovani, nel senso che anche quelli che non avevano denaro per pagare la prestazione, ci andavano per parlare con le ragazze, che dedicavano loro del tempo stando ad ascoltarli».

Nell’ultima parte della lezione sono stati ripercorsi gli anni dell’abrogazione delle case chiuse in concomitanza con l’approvazione della legge 75 del 1958, chiamata legge Merlin, dal nome della sua promotrice. La docente ha cercato di riproporre il tema mettendo a confronto le posizioni e le ragioni di chi si dice a favore dell’abrogazione della legge e di chi, invece, è contrario. Un argomento attuale anche per Prato, a causa dei problemi di ordine pubblico legati al fenomeno, che oggi dilaga anche in rete con il moltiplicarsi dei siti, in barba alla legge. Per tentare di regolarizzarlo, le stesse prostitute, come riportato dalla docente, hanno avanzato delle proposte di autogestione.

«Non intendo influenzare gli altri con la mia opinione - ha sottolineato la professoressa, che non ha voluto dire come la pensa in merito - ma visti i problemi che ci sono, vale la pena stare a sentire cosa hanno da dire».

La prossima lezione in programma per il mese di ottobre alla “Libera università di promozione culturale” riguarderà la musica (“La Traviata di Verdi al Politeama”, con Fiorenzo Gei).

 

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