Il Tirreno

Prato

Tremila donne in attesa dei risultati della mammografia perché manca un medico

di Ilenia Reali
Un esame mammografico (archivio)
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Un esame mammografico (archivio)

L'Asl di Prato conferma la clamorosa situazione di stallo: gli esami devono essere letti da due dottori ma ce n'è solo uno. Situazione simile per i pap test

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PRATO. Sono tremila le mammografie in attesa di essere lette dai medici. Sono tutte quelle fatte dal Centro oncologico di Porta Leone da maggio fino ad oggi. E anche per i pap test la situazione non è migliore: in questo caso le donne in attesa di avere una risposta sono, da luglio, circa 3.500. Numeri al di fuori di ogni protocollo.
Per entrambi i casi l'azienda sanitaria pratese dà la giustificazione della carenza di organico. Un problema ancora non risolto e per cui si è atteso settimane per trovare delle alternative, ancora non entrate a regime.
Per quanto riguarda le mammografie, inserite nello screening per la prevenzione oncologica, l'arretrato è così elevato semplicemente perché da maggio si è interrotta la refertazione dell'esame. Per il pap test invece le risposte si continuano a dare ma assai a rilento dal momento che c'è solo un medico che porta avanti le pratiche. Pare comunque che, a giorni, saranno siglate convenzioni con altre aziende sanitarie ma prima di un paio di mesi la situazione non potrà essere a regime.

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Per assurdo nei complessivi 6.500 esami effettuati fino ad oggi ci potrebbero essere donne con gravi patologie e non saperlo nonostante abbiano già fatto gli esami necessari già da 4 mesi. E' opportuno specificare , come fanno sapere dall'Asl di Prato, che la situazione riguarda però solamente gli screening e non le richieste ritenute urgenti e richieste direttamente dalle pazienti con un certificato medico.

«E' vero - conferma la responsabile del Centro di prevenzione oncologica Cristina Epifani - siamo in una situazione di marcato ritardo nelle risposte. Un ritardo dovuto al fatto che per leggere una mammografia, fatta all'interno di uno screening, servono due medici radiologi (specializzati in senologia e con esperienza) per leggere lo stesso esame. Il medico deve essere molto specializzato perché a differenza di esami effettuati nell'ambito di un controllo richiesto dal paziente si deve decidere se rivedere la donna dopo un anno o dopo due. Una decisione considerata molto difficile. Tra l'altro in una situazione di non coincidenza della lettura, deve esprime un parere un terzo medico». Figure che oggi a Prato non ci sono. «Ci siamo trovati contemporaneamente ad avere le dimissioni di uno dei nostri radiologi e l'interruzione del rapporto con un libero professionista su cui contavamo molto. Quest'ultimo è andato in pensione e la nuova legge Madia non permette di stipulare più contratti con pensionati. A questo aggiungiamo che non riusciamo a trovare nessun esperto senologo con l'esperienza necessaria a cui affidare l'incarico. Insomma, siamo rimasti con un solo medico in grado di leggere le mammografie. E da solo non può farlo».

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Quindi da maggio gli esami non sono guardati da nessuno e anche l'attività di screening va avanti col contagocce. «E' così - conferma Epifani - non stiamo refertando alcuna mammografia. E ci sono tremila donne circa in attesa. Abbiamo chiesto aiuto all'Istituto di prevenzione oncologica di Firenze e alle aziende sanitarie vicine, di Empoli e di Pistoia. A giorni dovremmo firmare la convenzione e riprendere l'attività con l'affiancamento di un loro medico. In più abbiamo chiesto aiuto all'azienda che ci fa lo screening nei comuni della periferia. Contiamo di rispondere a chi ha fatto la mammografia fino a settembre entro il mese di novembre. Così torneremo ai due mesi e mezzo di attesa usuali». E' evidente che non c'era un piano di emergenza. «Stiamo formando un neo assunto e con la collega del reparto di radiologia abbiamo programmato di specializzare due dipendenti in modo da poter chiedere collaborazione quando in futuro ci dovessimo ritrovare in situazioni di ritardo. E' evidente che non debba succedere più niente di analogo».

Attesa simile ma situazione diversa per i pap test. «In questo caso - è sempre Epifani a spiegare - stiamo controllando gli esami anche se in modo rallentato. Siamo fermi a luglio. A fine agosto è andato in pensione uno dei professionisti che si occupava della lettura degli esami. Abbiamo fatto un bando per trovare un citolettore a tempo determinato e servirà un mese per averlo qui. L'assunzione a termine è motivata dal fatto che con il nuovo anno sostituiremo l'esame del pap test con quello Hpv per chi ha più di 34 anni e, per questo, avremo il personale specializzato».Conti alla mano, se tutto va bene e i tempi del bando verranno rispettati, si rientrerà nei normali tempi di attesa entro due mesi. Almeno in base alle previsioni dell'Asl.

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