Italia
Scende dal barcone dei migranti e finisce in carcere
La storia di un marocchino che era stato espulso da Prato dopo una condanna per droga e che è tornato in Italia dando un nome falso
PRATO. Non sono tutti profughi, e lo si sapeva, gli stranieri che sbarcano sulle coste italiane dopo aver attraversato, rischiando la vita, il Canale di Sicilia. E lo conferma la storia di Adnan Mounim, un marocchino di 32 anni identificato dalla polizia dopo essere sceso al porto di Vibo Valentia, in Calabria, dalla nave militare irlandese "Samuel Beckett" protagonista di tre diversi salvataggi in mare, per un totale di 474 migranti imbarcati.
Mounim ha dato alla polizia un nome falso, ma ci è voluto poco a scoprire quello vero, perché il trentaduenne marocchino era già stato segnalato per reati in materia di stupefacenti. Mounim era stato espulso dalla Questura di Prato in esecuzione di un provvedimento del Tribunale di sorveglianza di Firenze che aveva commutato un residuo di pena di un anno e due giorni con l'espulsione dall'Italia per 10 anni. Ora dovrà scontare in carcere la pena residua.
Nella stessa operazione la polizia di Vibo Valentia ha fermato anche il presunto scafista dei migranti, l'egiziano Fati Mousad.
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