Il Tirreno

Prato

Il giudice vuole lavorare troppo, rinviati decine di processi

di Paolo Nencioni
Il giudice Monica Jacqueline Magi
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Il giudice Monica Jacqueline Magi

Secondo il presidente sono state fissate troppe udienze straordinarie in Tribunale, i cancellieri non ce la fanno. E ora il magistrato rischia una sanzione disciplinare

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PRATO. C’è un giudice che vuole lavorare troppo, e in questa Italia dove spesso i pubblici dipendenti vengono tacciati di voler lavorare troppo poco, è lui, anzi lei, a rischiare un procedimento disciplinare. Il giudice in questione è Monica Jacqueline Magi, in forza alla sezione penale del Tribunale di Prato. La sua colpa è aver fissato troppe udienze straordinarie nel mese di ottobre. La conseguenza è che ieri, 8 ottobre, il presidente del Tribunale, Nicola Pisano, ha annullato l’udienza del monocratico (47 procedimenti in calendario) e oggi accadrà la stessa cosa con altre decine di processi, che saranno rinviati.

Sulla porta dell’aula al primo piano si trova la spiegazione dell’arcano, a firma dello stesso presidente. Vi si legge che nel mese di ottobre, a fronte di una “previsione tabellare” di 36 udienze ordinarie, ne sono state fissate 46, «anche a causa di udienze straordinarie inserite dalla dottoressa Magi». E siccome i cancellieri di Prato soffrono da sempre di carenza di organico, non possono assicurare l’assistenza in aula ai giudici, se devono fare anche il lavoro nelle retrovie, cioè preparare gli atti che renderanno possibili quei processi. Il presidente Pisano ricorda ancora di aver disposto che tutte le udienze straordinarie gli devono essere sottoposte e deve dare lui l’autorizzazione «in relazione alle risorse di cancelleria effettivamente disponibili». Par di capire che il giudice Magi quell’autorizzazione non l’abbia chiesta per tempo.

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Ecco perché l’udienza di ieri e quella di oggi sono state annullate, e altre ne verranno annullate nelle prossime settimane, con grande scorno di chi, come l’avvocato e il testimone venuti ieri mattina da Genova, non è stato avvertito. Nella nota affissa sulla porta dell’aula penale, oltre a ribadire che bisognerà chiedere l’autorizzazione per lavorare di più, il presidente Pisano avverte (e il destinatario sembra essere proprio il giudice Magi) che «eventuali inottemperanze saranno valutabili anche sotto il profilo disciplinare nell’ottica della leale e corretta cooperazione con la gestione dell’ufficio».

Sembra che a protestare per lo stacanovismo del giudice Magi siano stati i rappresentanti sindacali dei cancellieri, gli stessi che pochi giorni fa segnalavano come il Ministero avesse concesso la miseria di poco più di 800 euro per gli straordinari di tutto il 2015. Il fatto è che il giudice Magi fissa di norma due udienze straordinarie al mese per processi di assoluta importanza (le tre donne morte nel sottopasso di via Ciulli e la presunta truffa milionaria dei derivati ai danni del Comune), processi che coi tempi ordinari finirebbero alle calende greche, oltre ad aver “ereditato”, in ottobre, tre delle cinque udienze del giudice Fanales, trasferito in altra sede.
 

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