Il presidio
La notte col rubinetto a secco “Publiacqua, missione fallita”
PRATO. Una notte senz’acqua. È l’esperienza che un nostro lettore, Lorenzo Tempestini, ci ha raccontato e dalla quale prende spunto per una serrata critica alla gestione dell’acquedotto da parte di...
PRATO. Una notte senz’acqua. È l’esperienza che un nostro lettore, Lorenzo Tempestini, ci ha raccontato e dalla quale prende spunto per una serrata critica alla gestione dell’acquedotto da parte di Publiacqua. Ecco il suo racconto.
La scritta campeggia sulla metà degli autobus che girano per Prato: “Pinocchio, ma a chi vuoi darla a bere?”. Stamani mentre mi recavo a lavoro, alla domanda che mi faceva il cartellone ho risposto: “Cara Publiacqua, Io stanotte l’acqua avrei voluto darla da bere ad uno dei miei figli, ma quando ho aperto il rubinetto non ne è uscita nemmeno una goccia!”.
Per risolvere il problema degli sprechi derivanti dalla infinite perdite presenti sul suo impianto di distribuzione, da diverse notti Publiacqua ha ritenuto opportuno chiudere (e sottolineo chiudere, non ridurre) la fornitura di acqua in diverse parti della città, tra cui la mia (nella zona di via Strozzi, ndr). Il gravoso stato delle tubazioni risulta infatti evidente dalle numerose “sorgenti” che appaiono per strada a chiunque abbia voglia di farsi un giro per Prato, in più considerando che per l’effetto di una cosa chiamata gravità, la maggioranza delle perdite si propagano sotto il manto stradale, è chiaro che il fenomeno risulta essere assai più grave di quanto appare a prima vista.
Nonostante a Prato si paghi la tariffa dell’acqua più alta d’Italia, sebbene di acqua a Prato ce ne sia in abbondanza, nonostante rispetto al prezzo del 2009 ci siano stati aumenti che a seconda degli scaglioni arrivano anche al 44%, a Prato la notte siamo senza acqua.
Giusto per confronto, nello stesso periodo la benzina verde, sul cui aumento di prezzo è stato fatto giustamente tanto clamore, dal 2009 ad oggi è aumenta in media del 27%, ovvero circa la metà di quanto visto per l’acqua.
Oltre al bicchier d’acqua, c’è anche da considerare che si fa tanto tam tam per spingere le famiglie ad usare lavastoviglie e lavatrici la sera per impattare meno sui consumi energetici e poi ci si trova costretti a far lavorare due volte sia la lavatrice che la lavastoviglie perché durante il ciclo notturno entrambe le macchine sono rimaste senza acqua, oppure a costringere case e condomini a dotarsi di autoclave per disporre di una scorta d’acqua sicura.
Publiacqua riporta come “Mission” sul proprio sito web la seguente frase: “La missione di Publiacqua Spa è quella di garantire la qualità e la continuità del servizio in tutto il territorio servito a costi contenuti, anche in caso di emergenza e in caso di clima siccitoso, e assicurare la costante salvaguardia delle risorse idriche e dell’ambiente. Tutto ciò grazie ad un sistema produttivo e gestionale tra i più avanzati e moderni in Italia”.
Alla luce di quanto visto, come cittadino, come utente e come cliente (per altro obbligato perché non mi è data nemmeno la possibilità di optare per altro fornitore) mi sento di poter dire serenamente: “Publiacqua, missione fallita!”.
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