Il Tirreno

Prato

Il commosso addio al ragazzo colpito dall'albero

di Francesca Vattiata
I funerali di Alessio Sabatini a Montemurlo (foto Batavia)
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I funerali di Alessio Sabatini a Montemurlo (foto Batavia)

A Montemurlo i funerali del diciannovenne Alessio Sabatini, morto a Firenze dopo oltre due mesi di coma

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PRATO. C’è un silenzio composto e incredulo nella grande chiesa del Sacro Cuore che accoglie i familiari e gli amici di Alessio Sabatini, il giovane montemurlese scomparso dopo due mesi di coma per essere stato colpito alla testa da un albero durante il nubifragio del 1° agosto a Firenze, mentre stava pescando con due amici al Parco dell’Albereta.

E’ un silenzio di mandibole serrate a trattenere i singhiozzi e il dolore, rotto soltanto dai tuoni di un temporale scrosciante che si è abbattuto su Montemurlo durante la celebrazione del funerale, una pioggia violenta che riporta alla mente la tempesta in cui il giovane è rimasto coinvolto due mesi fa e che gli è costata la vita.
Un’intera comunità ha riempito la chiesa per dare l’ultimo saluto al diciannovenne, una folla silenziosa stretta nell’abbraccio solidale verso i genitori e i compagni di una vita, tra cui tutti gli ex compagni di classe dell’istituto Buzzi, con cui aveva condiviso da poco l’esame di maturità e poi i primi progetti lavorativi.
Alessio aveva appena cominciato a lavorare, subito dopo la fine della scuola, ma il tragico incidente non gli ha permesso neppure di riscuotere il primo stipendio, come racconta uno degli amici.
«Adesso non importa più quello che sarà ma quello che è stato – dicono dal pulpito gli amici nell’ultimo saluto – e tu per noi sarai sempre “Sampei”, l’amico sincero con cui abbiamo sempre condiviso tutto».

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Grande appassionato di pesca, di bici e di corsa, un amico sincero, un vero compagno di brigata, sempre disponibile e capace di grandi slanci, così lo ricordano i compagni e gli amici di sempre.
Il parroco di Montemurlo, padre Maurizio Vismara, nell’omelia della celebrazione ha usato le parole che Papa Francesco ha rivolto ai giovani che avevano partecipato alle giornate mondiali della gioventù, stringendosi intorno al dolore dei genitori, un dolore che è traboccato alla fine della Messa quando il padre e la madre di Alessio si sono abbracciati davanti alla bara del figlio e gli hanno sussurrato le parole della canzone di Jovanotti “A te”.

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«A te che hai dato senso al tempo senza misurarlo», hanno sussurrato commossi tutti gli amici, sulle note della canzone che ha concluso la celebrazione e con cui tutti hanno salutato il giovane Alessio.

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Il sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini e l’assessore al Welfare del Comune di Firenze Sara Funaro hanno partecipato al funerale portando le condoglianze delle rispettive amministrazioni comunali alla famiglia Sabatini.
 

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