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Attende il risultato della mammografia da più di tre mesi
Risposte troppo lente, così la prevenzione diventa inutile L’Asl: «È colpa della carenza di organico, rimedieremo»
PRATO. Il tempo è il requisito chiave quando si parla di prevenzione del tumore al seno. Qualcosa però nella macchina della salute si è inceppato e l’Asl di Prato ha iniziato a ad accumulare ritardi nella lettura delle mammografie, quindi nella consegna dei referti. La risposta dovrebbe arrivare entro un mese, invece sono molti di più i giorni trascorsi dall’esame di screening oncologico al seno effettuato da una donna che sta aspettando una risposta dai primi di luglio. I giorni che passano non sono automaticamente sinonimo di verdetto negativo della diagnosi. Almeno non nel caso specifico.
Ad accorgersene è stato il marito della donna che, preoccupato per il mancato riscontro dopo l’esame, ha iniziato, quasi quotidianamente, a fare la spola tra casa e il centro di prevenzione oncologica “Eliana Martini” di Porta Leone, dove la signora si è sottoposta alla mammografia. Gli operatori in servizio al presidio hanno spiegato al marito della paziente, che a causa di un problema di carenza di personale si sono verificati dei ritardi nella lettura degli esami di screening al seno e che non ci sono certezze sulle tempistiche di consegna dei risultati.
«Inutile fare prevenzione se poi le risposte agli esami diagnostici non arrivano in tempo per intervenire - protesta il nostro lettore - Non sappiamo ancora quando arriverà il risultato, ma a quanto pare i medici preposti alla lettura non hanno ancora visto l’esame».
La criticità del sistema viene confermata dalla stessa Azienda sanitaria, che attribuisce questo ritardo nei tempi di attesa delle risposte a un problema di carenza di organico specializzato in diagnostica senologica.
«La lettura di questo tipo di esame - spiegano dalla Asl - deve essere effettuata, separatamente, da due medici radiologi con una formazione specifica in questo ambito. Si tratta di figure specializzate, che non sono facilmente reperibili; inoltre, le procedure di assunzione di nuovo personale medico sono molto lunghe e questo ha causato dei problemi da un punto di vista organizzativo, in quanto trattandosi di un esame di screening riguarda un numero consistente di pazienti. Nel frattempo stiamo cercando delle soluzioni alternative per “tamponare” questa situazione e riassorbire i tempi di attesa. La doppia lettura è prevista dal protocollo proprio perché si tratta di prevenzione e, pertanto, il controllo da parte di due medici invece di uno riduce al minimo il margine di errore».
La negativa esperienza raccontata dal nostro lettore non è un caso isolato. Già a luglio dell’anno scorso ci eravamo occupati di una donna che si era sottoposta alla mammografia nel mese di marzo e non aveva saputo nulla sull’esito. Dopo quattro mesi ricevette una telefonata dall’Asl nella quale la si invitava a tornare per ulteriori accertamenti, in conseguenza della presenza di un paio di noduli.
E ancora a settembre un altro lettore ci aveva raccontato che il risultato della mammografia era arrivato alla moglie dopo cinque mesi. In quel caso l’Asl aveva detto che il problema era in fase di risoluzione e che in certi casi il ritardo poteva dipendere dalla lentezza delle Poste. Evidentemente invece il problema non è ancora stato risolto.
Intanto l’associazione Lega Tumori di Prato, presieduta dal dottor Roberto Benelli, ha aderito anche quest’anno alla campagna “Nastro rosa”, che dedica il mese in corso alla prevenzione del tumore al seno, facendo attività ecografica e ambulatoriale gratuita.
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