Il presidio
«Decine di telefonate anche in Comune»
Il vicesindaco Puggelli: «L’Asl ha chiamato subito chi aveva avuto contatti con la donna»
POGGIO A CAIANO. Sono state ore piene di sconforto, ma anche di paura, quelle che hanno seguito la notizia della morte della donna di 44 anni originaria di Poggio a Caiano e residente nel comune di Carmignano, a Seano, per una meningite di tipo C. Un episodio che lascia un dolore fortissimo, ma anche tanta paura. Nelle ore che hanno seguito la notizia di questa tragica morte, infatti, tantissimi hanno cercato di sapere di più sulla malattia e sulla vaccinazione. «Questa scomparsa ci lascia davvero senza parole - ha spiegato Francesco Puggelli, vicesindaco e assessore alla Sanità di Poggio - siamo vicini alla famiglia, quando viene a mancare una giovane madre, una persona tanto impegnata sia nella comunità scolastica che in quella parrocchiale del nostro territorio, non possiamo che unirci al dolore dei suoi cari. Un dolore che la cittadinanza tutta ha condiviso, insieme a tanta paura. Nella giornata di domenica, infatti, abbiamo ricevuto continue telefonate da parte della popolazione, chi per esternare i propri timori, chi per chiarire dei dubbi, chi per capire cosa fare in merito alla vaccinazione».
Come tiene a spiegare il vicesindaco Puggelli, compito dell'amministrazione in queste ore è stato prima di tutto rassicurare i cittadini, ma a differenza del caso di Dengue che si era verificato lo scorso luglio, questa volta la situazione è stata ben più seria e anche le occasioni di possibile contatto sono state molte di più. «Il lavoro da fare è stato enorme - ha continuato Puggelli - l'Azienda sanitaria ha fatto un lavoro immediato quanto scrupoloso, si è subito adoperata per identificare le persone che erano entrate in contatto con la donna ed attivare la profilassi antibiotica, ma anche per contattare coloro che pur non essendo stati a stretto contatto con lei hanno frequentato gli stessi luoghi e quindi invitarli a fare una profilassi preventiva».
Come tiene a sottolineare il vicesindaco Puggelli, a seguito di episodi simili viene da domandarsi cosa si possa fare perché certe tragedie non accadano più: «La risposta - conclude - è una sola ed è la medicina preventiva, la vaccinazione. Purtroppo il meningococco di tipo C è endemico nella nostra regione e quindi non possiamo che fare il possibile per prevenirlo. Mi accorgo che c'è ancora tanta ignoranza in materia, in queste ore sono stato contattato, ad esempio, da genitori ai quali è stata sconsigliata la vaccinazione per i propri figli addirittura dal medico di famiglia, ma non è così che si affronta questa malattia. Il vaccino è l'unica soluzione: serve una sorta di responsabilità collettiva affinché un dolore così grande trovi nuova vita nella prevenzione da nuovi casi simili».
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