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Prato

Colpito da un albero muore dopo due mesi

Colpito da un albero muore dopo due mesi

Alessio, 19 anni, rimase ferito durante il nubifragio a Firenze

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PRATO. Non ce l'ha fatta Alessio Sabatini, il diciannovenne di Montemurlo che era in coma da oltre due mesi dopo essere stato colpito da un albero mentre pescava sulla sponda dell'Arno, lo scorso 1° agosto, durante un violento nubifragio a Firenze. Il cuore del ragazzo, che era stato ricoverato all'ospedale di Ponte a Niccheri e poi trasferito a Careggi, ha smesso di battere nel primo pomeriggio di ieri.

Alessio Sabatini era stato ferito gravemente due mesi fa durante la tempesta di vento che si è abbattuta su Firenze all'inizio di agosto. Quel giorno il diciannovenne di Montemurlo, dopo aver terminato il quarto anno all'Istituto tecnico industriale Buzzi di Prato, era andato a Firenze insieme a due amici per praticare la sua grande passione, la pesca. Il fortunale li aveva sorpresi ancora sulla sponda e si stavano allontanando proprio per sfuggire alla tempesta. Gli altri due stavano rimettendo le loro cose nell'auto e quando sono tornati a riprendere l'amico l'hanno trovato privo di sensi, colpito da un albero sradicato dal vento.

In questi due mesi i medici hanno tentato di salvargli la vita, ma Alessio non ha più ripreso conoscenza. Dopo la dichiarazione di morte cerebrale sono iniziate le procedure per l'espianto degli organi.

«Se me lo avessero chiesto non ci avrei creduto neanche io - scriveva Alessio il 16 giugno nel suo profilo di Facebook - Eppure c'e l’ho fatta, sono arrivato in quinta... Nessuno mi ha regalato nulla e quello che ho me lo sono meritato. E ora voglio prendere questa ca... di maturità alla faccia di chi non ha mai creduto in me, di chi mi ha sempre guardato con disprezzo come se io non potessi mai raggiungere dei risultati nella vita. Beh, questi 5 anni hanno dimostrato quanto valgo». Una dichiarazione di orgoglio per quanto era riuscito a fare tra i banchi di scuola, e di speranza per il futuro che però gli ha riservato questa triste sorte.

Lo scorso 1° agosto la notizia dell’incidente capitato ad Alessio si era confusa tra decine di altre in arrivo da Firenze, perché quello che si è abbattuto sul capoluogo regionale, più che un nubifragio è stato una specie di uragano, con decine di alberi sradicati, allagamenti e interruzione della linea ferroviaria. La furia del maltempo arrivò a Firenze nel tardo pomeriggio, quando probabilmente Alessio e i suoi amici avevano già passato una bella giornata di pesca.

Tetti scoperchiati, case allagate, gravi danni all’impianto dell’acquedotto all’Anconella, i treni si fermarono all’ora di cena per un guasto all’impianto elettrico e furono deviati sulla linea Firenze-Pisa-Roma.

Di quello che era capitato ad Alessio si seppe il giorno dopo. Già in nottata era stato trasferito da Ponte a Niccheri a Careggi e sottoposto a un delicato intervento chirurgico alla testa, per essere poi ricoverato nel reparto di terapia intensiva di Neurochirurgia dell’ospedale fiorentino. Alessio ha poi continuato a lottare in silenzio per la vita, coi familiari al capezzale, fino al primo pomeriggio di ieri, quando il suo cuore ha detto basta. (p.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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