Meteo
Addio “banchina”, la Bcc Area Pratese entra in Chiantibanca
L’istituto di credito di Carmignano nasce nel 1913 Nel 1965 assunto il primo dipendente a tempo pieno
CARMIGNANO. Per i nostalgici è un po’ la fine di un’epoca, quella in cui Carmignano aveva la sua ‘banchina’, come affettuosamente l’hanno sempre chiamata i carmignanesi, che negli ultimi anni certo era cresciuta ed era diventata pratese, l’unica banca veramente pratese di tutta la provincia, ma che la sede a Carmignano aveva sempre mantenuto. Ora, con la fusione e incorporazione della Bcc Area Pratese in Chiantibanca, decisa venerdì dai consigli di amministrazione degli istituti coinvolti, questo non sarà più .
Che la strada, obbligata per alcuni e di meno per altri, fosse quella della fusione, era nell’aria già da almeno tre anni o forse addirittura cinque. Se ne è parlato più volte. Se ne è discusso, su fronti opposti, in alcune delle ultime assemblee dei soci. Sembrava all’inizio che si guardasse al Credito cooperativo di Pistoia, incorporato anche lui, un mese fa, da Chianti Banca. Poi, quando ad ottobre del 2013 Mauro Focardi, già vice della banca di San Casciano e Monteriggioni, fu assunto come direttore al posto di Stefano Solenni, rimasto invischiato in alcune vicende giudiziarie e anche per questo licenziato qualche mese prima, ci fu chi sussurrò: “E’ stato scelta la banca con cui fondersi, che ha mandato un suo osservatore”. Forse era solo una battuta. Sta di fatto che due anni dopo così è stato e Chiantibianca si accinge ad incorporare la Bcc Area Pratese.
Tutto inizia nella ex cella di un frate.
La storia della ‘banchina’ di Carmignano, assieme all’altrettanto autonoma Misericordia del paese un’autentica istituzione (e un orgoglio), nasce centodue anni fa, nel 1913, all’ombra della chiesa dove domina la Visitazione del Pontormo. E’ lì, nel chiostro di quello che un tempo era un convento francescano, che il 6 novembre nasce la Cassa rurale depositi e prestiti di Carmignano: sedici i soci, tutti esponenti della comunità cattolica locale, e la prima sede e sportello nella ex cella di un frate.
Gli anni Venti e Trenta sono difficili. Ma la banca resiste, supera la crisi del 1929 che in Italia arriva qualche anno dopo e nel 1939 diventa Cassa rurale e Artigiana, quasi ad anticipare quello che sarà per gran parte degli anni a venire, ovvero punto di riferimento per le piccole e medie imprese del territorio.
Apriva solo la domenica mattina e il mercoledì.
Nel 1956 gli uffici si trasferiscono in piazza Niccolini, in un’edificio oggi fatiscente ma sulla cui parete fino a poco tempo fa si notava ancora la scritta sbiadita di quando ospitava la banca. La banca cresce ma l’attività è ancora ridotta e lo sportello apriva al pubblico solo un giorno durante la settimana e la domenica mattina. Nel 1965 viene assunto il primo dipendente a tempo pieno e la banca inizia ad aprire tutti i giorni. Nel 1988 si trasferire nell’attuale sede, prima occupata dalla Cassa di risparmio di Prato. Negli anni Novanta gli sportelli si moltiplicano: viene inaugurata l’agenzia di Poggio a Caiano, poi la prima di una serie di filiali a Prato e cambia anche il nome: Credito Cooperativo Area Pratese. Nel 1997 viene aperta una seconda agenzia a Prato, poi nel 2001 a Sovigliana nel comune di Vinci, quindi nel 2004 la terza filiale pratese in via Roma, nel 2007 l’agenzia di Seano e nel 2011 la quarta agenzia pratese, in viale Valentini.
Panerai presidente fino al 2009, poi arriva Albuzzani
Sono anche gli anni in cui si rinnova il consiglio di amministrazione. Nel 2009, dopo venticinque anni alla guida dell’istituto da presidente, si dimette l’imprenditore Alberto Panerai. Gli succede Fausto Lombardi, imprenditore ed artigiano anche lui carmignanese, che muore appena due settimane dopo essere stato rieletto nel cda della banca. Arriva quindi nel 2010 l’avvocato Lamberto Albuzzani, pratese per professione e carmignanese per amore, e inizia una nuova era.
Non sono anni facili. La crisi si fa sentire, le insolvenze aumentano. La banca per la prima volta arretra e vede contrarre i propri utili, ma poi si riprende. E’ allora che iniziano a corrono voci di possibili fusioni con altri istituti. C’è chi denuncia l’attenzione venuta meno per i piccoli risparmiatori e le piccole imprese e i clienti di riferimento delle vecchi casse rurali; e si creano all’interno della compagine sociale schieramenti opposti.
Alle elezioni del 2013 scorso si presentano tre liste: mai successo. Ma alla fine la vittoria di Albuzzani e della sua squadra è schiacciante e senza appello. Meglio ancora di tre anni prima. Un enplein che porta la lista dell’avvocato a conquistare tutti i posti del consiglio di amministrazione.
Nel 2014 l’avvocato si uccide (e uccide tutta la famiglia) e gli succede Roberto Molinelli, ultimo presidente della Bcc Area pratese.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
