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Fotografo derubato del tablet, ritrovato grazie alla polizia
Il nostro Claudio Batavia ha usato il programma Apple per rintracciare la posizione dei dispositivi smarriti e i poliziotti hanno fatto irruzione in una casa abbandonata di via Luti
PRATO. Un iPad che sparisce all’improvviso, la sorpresa, la preoccupazione e il lieto fine, grazie alla polizia. Capita spesso a Prato. Stavolta è capitato al fotografo del Tirreno, Claudio Batavia, che qui racconta la sua esperienza in prima persona.
"Nel pomeriggio di venerdì ero in piazza del Comune per lavoro. Una volta effettuato il servizio, mi sono seduto su una panchina e ho tirato fuori dalla borsa il mio iPad per inviare le foto al giornale e poi l’ho rimesso dentro. Nel frattempo ho ricevuto tre, quattro telefonate. Approfittando di qualche minuto di pausa, sono andato alle cappelle mortuarie della Pubblica assistenza e, dopo la visita, una volta fuori mi sono accorto che mi mancava l’iPad. Sono subito andato in paranoia. Non tanto per il valore economico del dispositivo, quanto per il suo contenuto. Nel mio iPad sono presenti dati personali, bancari, archivio professionale , password e applicazioni non più reperibili sul mercato".
"Superato l'attimo di smarrimento, mi sono precipitato da un amico che ha un computer Mac, avevo bisogno di trovare al più presto la mia Id per utilizzare l’applicazione "Trova il mio iPhone". Così ho fatto e l’applicazione ha trovato il mio tablet nella zona di Chinatown,per l'esattezza in via Tazzoli. A questo punto ho chiamato la sala operativa del 113 spiegando quanto mi era accaduto. Il poliziotto di turno, di nome Giuseppe, mi ha dato indicazione di recarmi in via Tazzoli dove sarebbe arrivata una volante. A quel punto sono salito in auto con un altro dispositivo gemello che mi indicava l'esatta posizione del tablet. In via Tazzoli, una volta arrivato, c’erano già i poliziotti e insieme abbiamo visto le indicazioni. A un certo punto il segnale si è spostato in via Luti, a circa 300 metri dalla prima segnalazione, davanti ad una fabbrica abbandonata".
"I poliziotti, Mirko e Gianluca, mi hanno invitato a premere il tasto della applicazione per sentire il segnale del dispositivo rubato. Entrati nel capannone, hanno setacciato ogni angolo e, al tempo stesso, erano attenti ad ascoltare l'eventuale segnale. I minuti passavano e sembrava ormai non esserci più speranza di recuperare il mio tablet. Ma una volta fuori dalla fabbrica, Mirko e Gianluca hanno voluto fare un ultimo tentativo. Avvicinandosi ad un appartamento adiacente, chiuso con una catena, hanno sentito un suono. Al tempo stesso, su loro consiglio, ho continuato a premere il tasto in modo tale che l’allarme suonasse senza interruzioni. I due poliziotti sono entrati di nuovo dentro l'appartamento completamente al buio e hanno continuato a seguire il segnale, hanno illuminato l’interno con delle torce trovandosi davanti ai propri occhi una decina di porte sbarrate con lucchetti. Intorno, solo sporcizia e abbandono. Il segnale li ha portati davanti a una porta e sono entrati. In effetti il tablet era proprio lì. C’erano anche i documenti di due marocchini un uomo e una donna, che però non erano presenti. Faranno indagini sul loro conto. Io però devo solo ringraziare quei due poliziotti e l’operatore della centrale che sono stati fantastici. Mi hanno detto che per loro è stata un’operazione di routine".
Disavventura a lieto fine, dunque. Sfortunatamente non va sempre così, ma siamo contenti che almeno per una volta sia finita bene. Quell’applicazione che ha consentito al nostro fotografo di ritrovare il tablet sarà certamente utile ad altri che si troveranno nelle sue condizioni. L’importante è scaricarla e avvertire per tempo le forze dell’ordine in caso di furto.
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