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Vendesi, la maledizione di via Firenzuola
Prato, un centro a due velocità: prospera la movida, ma gli antichi negozi sono costretti ad arrendersi
PRATO. Due giovani sorelle accomunate dalla passione per i fornelli: l’una proveniva dal settore tessile, l’altra da uno studio dentistico. Con la scommessa del “pronto cuoci” e la preparazione di deliziosi piatti di carne, Samuela e Stefania Nebbia rilevarono tre anni fa la storica macelleria “Banci” di via Firenzuola. Ora, sulla vetrina del loro negozio di via Firenzuola, compare un cartello che suona a morto: “vendesi”, si legge dall'esterno. «Abbiamo pensato che, investendo su un segmento alternativo come il “pronto cuoci”, si potesse offrire un prodotto appetibile», racconta Samuela. Qualcosa invece non è andato per il verso giusto. «L’ingrediente principale per una buona cucina è l’amore», è la frase a caratteri cubitali che si legge sulla lavagna collocata dietro il bancone. Ma l’amore, evidentemente, non basta per sbarcare il lunario e mandare avanti tutti i giorni una bottega.
«Alla fine - ammettono Samuela e Stefania - dobbiamo misurarci con i numeri e i nostri guadagni sono troppo bassi per consentirci di andare avanti. Entro la fine dell’anno chiuderemo i battenti». Tra le motivazioni, il calo della clientela dovuto anche al trasferimento dell’ospedale (tra i clienti tanti pazienti e medici che si rifornivano di piatti già pronti). E poi la nota dolente dei varchi elettronici.
«Da quando hanno acceso quello in via Guizzelmi - ammettono le due sorelle - abbiamo notato la differenza. Come si può blindare così un centro storico con le telecamere quando non s’incentiva la rete del trasporto pubblico come alternativa all’auto?».
Per il resto, la vecchia strada una volta crocevia del commercio alimentare, l’antica via del Pesce costellata di botteghe, è una miriade di serrande abbassate. La prossima insegna che si spengerà è quella della storica polleria “Maccelli”: è solo questione di giorni.
Subito dopo l’estate si è arresa alla veneranda età di 101 anni la profumeria “Guarducci”, l’ex saponeria che era giunta alla quarta generazione. Ha fatto le valigie durante l’estate anche un negozio d’abbigliamento particolare come “Dorotea Vintage” reduce da un trasloco da piazza del Collegio. Evidentemente scelta non fortunata quella di trasferirsi in via Firenzuola.
La sensazione è che il commercio dentro le mura viaggi a due velocità. Muore di giorno, vive di notte intorno alle nuove aperture di pub e locali che hanno “animato” finora la movida estiva con l'incognita dell'inverno alle porte. Tuttavia, dall’altra parte di piazza Duomo, per la precisione in via della Sirena, c’è ancora voglia di scommettere: nei locali della storica macelleria “Gino” fervono i lavori per affiancare alla vendita delle carni un reparto di girarrosto mentre in due fondi sfitti sbocceranno presto altre due attività commerciali tra cui un negozio per bambini.
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