Il presidio
Il Pd in campo contro la dispersione scolastica
A Prato i giovani che abbandonano gli studi sono il 18,1%, due punti in più rispetto alla Toscana e un punto in più rispetto alla media italiana
PRATO. Parte dal Pd, dal gruppo scuola, la proposta sperimentale per la lotta alla dispersione scolastica da mettere in atto in maniera omogenea su tutto il territorio provinciale. Un'iniziativa innovativa che parte dall'esperienza e dal modello del progetto di accoglienza e inclusione degli alunni stranieri in atto da alcuni anni sul territorio della provincia di Prato e che, come sottolinea l'assessore all'istruzione Mariagrazia Ciambellotti, è diventato un riferimento a livello nazionale. La proposta verrà presentata dai gruppi consiliari del Pd nel corso dei prossimi consigli in tutti in Comuni ed anche in Provincia. Gli attuatori, oltre ai sette comuni del territorio pratese, sono la Regione, gli istituti della Provincia di Prato, l'Ufficio scolastico regionale e provinciale e il Miur. Entro la fine dell'anno dovrebbe essere completata la fase di stesura del progetto, dunque come dovrà essere portato avanti. La partenza è prevista per l'inizio del 2016.
“Prato rappresenta la maglia nera toscana e nazionale per la dispersione scolastica – dice amareggiato il segretario del Pd Gabriele Bosi – La proposta del Pd è, quindi, contrastare questo fenomeno che rappresenta per noi una grossa criticità”. I numeri parlano da soli: a Prato la dispersione scolastica si attesta al 18,1% contro il 16,3 a livello toscano e il 17% a livello italiano. “Qualche piccolo segnale di miglioramento c'è stato – confida Aurora Castellani del gruppo scuola Pd – ma ancora siamo fanalino di coda. Si tratta di un dato critico e come Pd ci siamo interrogati per capire quale potesse essere una soluzione e aggredire questo fenomeno con una metodologia condivisa da tutti gli enti. Nei prossimi consigli comunali e provinciale faremo approvare l'ordine del giorno per elaborare un progetto condiviso verso il fenomeno dell'abbandono scolastico con azioni, fra le quali, percorsi di continuità e orientamento tra la scuola media secondaria di primo e secondo grado, percorsi sperimentali con la formazione professionale, formazione triennale di operatori e insegnanti”.
Per quanto riguarda i finanziamenti il tramite lo farà la Regione. “Una volta presentato il pacchetto - spiega la consigliere regionale Ilaria Bugetti – dalla Regione attingeremo ai fondi europei. Entro cinque anni contiamo di vedere gli effetti di questo progetto in cui tutti crediamo a partire dall'assessore regionale all'istruzione”.
Quattro le linee di intervento del progetto. Creazione di un percorso personalizzato, condiviso con la famiglia, di continuità e orientamento tra scuola media secondaria di primo e secondo grado, nell'ottica di estensione del curricolo verticale che si articola in interventi di tutoraggio tra pari, educatore, counseling per il recupero della motivazione verso il successo scolastico. Saranno previsti percorsi di ricerca-azione su specifici disturbi cognitivi o relazionali. Poi programmazione di una serie di interventi di recupero delle competenze in orario extrascolastico con coetanei e compagni adulti in collaborazione con il terzo settore ed enti locali. Quindi creazione di un percorso sperimentale con la formazione professionale: programmazione triennale garantita dalla Regione Toscana a cui indirizzare subito chi esce dai percorsi scolastici, per combattere anche il fenomeno dei Neet (cioè dei giovani che non studiano, non lavorano e non seguono corsi di formazione) e creare un osservatorio regionale sul fenomeno e sulla sperimentazione pratese. Infine, formazione triennale di operatori e insegnanti delle scuole secondarie di primo e secondo grado.
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