Il presidio
Chiude Maury’s, a casa le quattordici dipendenti
Il negozio di articoli per la casa aveva rilevato il punto vendita di Stefan La Cgil: «Da mesi chiedevamo un incontro, ora speriamo vengano riassunte»
PRATO. Lettera di licenziamento per le 14 lavoratrici del negozio di articoli per la casa Maury's di via Targetti che da ieri ha cessato la propria attività.
La catena umbra aveva rilevato l'attività di Stefan, il personale e i debiti, e sembra proprio che siano stati questi ultimi la causa della chiusura definitiva. Il titolare di Stefan, Giuseppe Videtta, è stato arrestato insieme alla figlia per quello che la Procura ha considerato un crac pilotato, con tre milioni di euro finiti nelle tasche degli amministratori e altri 6 milioni sottratti al fisco.
La lettera di licenziamento alle dipendenti di Maury’s (due delle quali sono in maternità) assunte a tempo pieno è stata consegnata a mano a fine giornata, alle altre è stata spedita per raccomandata con la motivazione di cessata attività.
Che ci fosse qualcosa che non andava è indubbio: negli ultimi mesi il riassortimento degli scaffali avveniva in modo lento, ma nessuno si aspettava una soluzione così repentina e definitiva. Il negozio comunque era sempre pieno, soprattutto quando venivano organizzate delle promozioni. Gli altri punti vendita sono a Lucca e a Livorno e anche questi sono stati chiusi per poi riaprire con un altro marchio.
«Da sei mesi – spiega Alberto Santini della Filcams Cgil – chiedevamo un incontro con la proprietà perché temevamo che anche Prato chiudesse, ma non abbiamo ottenuto nulla. Ora continueremo a chiedere un momento di confronto anche per capire come gestire le due lavoratrici che attualmente sono a casa in maternità».
Nel passaggio dalla vecchia alla nuova proprietà i full time erano passati da 40 a 36 ore settimanali, una condizione che le lavoratrici hanno accettato nella prospettiva di mantenere il posto di lavoro. Lo scorso anno, nel punto vendita di via Targetti, sono stati fatti anche due licenziamenti personali, quello di oggi è collettivo. Ma oggi le possibilità di essere nuovamente assunte sono inferiori: non c'è nessun accordo, anche perché non si sa se e chi riaprirà, alle lavoratrici infatti è stato consigliato eventualmente di mandare il curriculum, al pari di tutti gli altri aspiranti commessi. L'unica consolazione è che gli stipendi sono stati pagati con regolarità fino al mese di agosto. «Nelle trattative fatte a Lucca e a Livorno – spiega Santini – abbiamo ottenuto che il personale fosse riassunto, speriamo di ottenere lo stesso anche a Prato». La scelta di mantenere il punto in via Targetti era stata valutata attentamente dalla proprietà che aveva ritenuto che fosse una collocazione strategica. Anche per questo resta il sospetto che il bandone non verrà abbassato definitivamente.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
