Il Tirreno

Prato

Se adotti un monumento, ti calano le tasse

Cristina Orsini
Da sinistra palazzo Martini, il castello dell'Imperatore, Palazzo Pretorio
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Da sinistra palazzo Martini, il castello dell'Imperatore, Palazzo Pretorio

Parte da Prato la campagna del ministero sul finanziamento "dal basso" di interventi di restauro o trasformazione delle "perle" storiche della città. Il Comune ne ha scelte cinque e toccherà ai cittadini scegliere a quale andranno i fondi

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PRATO. La filosofia è quella dell’ “adotta un monumento”, ma più strutturata. Un termine di paragone alto può essere fatto con Della Valle, mister Tod’s, e il Colosseo. Ecco, mutatis mutandis, accade anche a Prato. Con il progetto sperimentale del ministero della Cultura “Road show art bonus”, nome tutto da spiegare ma che in sintesi significa «la volontà - spiega l’assessore alla Cultura Simone Mangani - di avvicinare i cittadini ai tesori della propria città, avviando una campagna di finanziamenti volontari per sostenerne il recupero, la trasformazione o il restauro, a fronte di agevolazioni fiscali».

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Le spiegazioni tecniche le darà il 5 ottobre prossimo la sottosegretaria del Mibact, Francesca Barraciu, quando, ospite nel salone consiliare, insieme a rappresentanti di Arcus, la società ministeriale per lo sviluppo dell’arte e della cultura, presenterà il progetto che partirà da Prato e che coinvolgerà altre quattro città di medie dimensioni (tra le quali Mantova e Iesi).

«Basti sapere per ora - prosegue Mangani - che gli sgravi fiscali riguardano le persone fisiche con la deduzione dall’imponibile Irpef del 65% della quota versata nel 2015 e del 50% nel 2016 e 2017 e per le società invece la deduzione sarà del 15% sull’imponibile».

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Ma come verrà organizzata a Prato questa sorta di raccolta di fondi diffusa e soprattutto quali edifici riguarderà? «Abbiamo deciso - spiegano Mangani e l’assessore all’Urbanstica Valerio Barberis - di far decidere i cittadini. Il Comune ha selezionato una rosa di cinque interventi, contenuti nel piano delle opere pubbliche e dunque già finanziati, e su questi i cittadini si esprimeranno per arrivare a individuarne uno solo: on line, con un semplice clic, utilizzando il sito del Comune, ma anche attraverso altre formule che saranno individuate durante tre incontri pubblici che metteremo in calendario per ottobre». La “gara” di partecipazione, terminerà a metà novembre.

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Prima precisazione: chi partecipa alla scelta del palazzo o della struttura da sostenere non è obbligato a versare soldi; secondo precisazione: il Comune ha deciso di mettere sul tavolo progetti già finanziati «per avere la sicurezza che l’intervento venga poi effettivamente fatto».

I cittadini potranno scegliere se finanziare il restauro del Castello dell’Imperatore; palazzo Martini, in via Santa Trinita che ospita la scuola di musica Verdi; la ristrutturazione del Pecci firmato Gamberini, quella degli ex Macelli di Officina Giovani o partecipare alla creazione di nuove sale per mostre temporanee nell’ex Banco dei pegni di Palazzo Pretorio. «Non ci aspettiamo - concludono gli assessori - un mecenate da due milioni di euro, se ci sarà ben venga, ma se a questa campagna parteciperanno tanti cittadini versando anche pochi euro, bè, sarebbe davvero un segnale incoraggiante».

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