Il presidio
Protesta la badante: "Dimenticata in ospedale"
La donna aveva accompagnato un anziano per un esame, ma l'uomo è stato riportato a casa senza avvertirla, mentre lei è rimasta nella sala d'aspetto
PRATO. Tu chiamalo, se vuoi, difetto di comunicazione. Fatto sta che la signora Concetta di Poggio a Caiano, recatasi lunedì mattina, 28 settembre, al pronto soccorso di Prato per accompagnare un invalido di 78 anni colpito da lancinanti dolori a una gamba, tutto s’immaginava fuorché stare sei ore in sala d'attesa per ricevere notizie sulla salute di Antonio (il nome è di fantasia per proteggere la privacy) che accudisce quotidianamente. Notizie mai arrivate perchè l’anziano era stato dimesso nel tardo pomeriggio, riportato a casa con il servizio di trasporto della Misericordia, ma l’assistente familiare che l’aveva accompagnato al "Santo Stefano" continuava a rimanere in fiduciosa attesa fuori dal pronto soccorso per il responso del medico.
Con buona pace di Concetta “dimenticata” a Galciana, Antonio era rientrato a casa cavandosela con una lastra e una terapia di antidolorifici. «L’ho scoperto perché intorno alle 17.30 mi ha telefonato la figlia avvertendomi che il padre era stato riaccompagnato a casa», racconta Concetta, infuriata per quello che definisce un «esempio di cattiva organizzazione sanitaria». Tutto inizia lunedì mattina quando Antonio inizia a lamentare forti dolori alla gamba con impossibilità a muoversi. «Trattandosi di un invalido al 100%, il medico di famiglia mi ha consigliato di chiamare il 118. Così, intorno alle 11.30, siamo arrivati al “Santo Stefano” con un mezzo della Pubblica Assistenza».
Che sarebbe stata una lunga giornata in ospedale, in fondo, Concetta l’aveva messo in conto. «Alle 13 mi chiama un medico per spiegarmi che avrebbero fatto di lì a poco una lastra all’anziano di cui mi prendo cura quando è solo a casa: nelle ore successive poi non ho ricevuto più sue notizie. Nessuno mi sapeva rispondere: alle 17.30 squilla il mio cellulare, era la figlia che mi avvisava del ritorno a a casa dell'anziano». Un bel disagio per Concetta, “dimenticata” nella sala d’aspetto e lasciata a piedi. «Tornare a Poggio a Caiano con i mezzi pubblici da Galciana non è molto comodo così ho dovuto aspettare che mi venisse a riprendere il genero di Antonio». «Ho protestato con i medici del pronto soccorso: d'altro canto, era stato l'anziano a riferire loro che nel frattempo ero ritornata a casa. E invece mi trovavo ancora in sala d’attesa». In realtà esiste una procedura che l’Asl 4 è tenuta a osservare al momento dell’arrivo di una persona al pronto soccorso. «Ai pazienti ricoverati – spiegano dall’Asl - viene sempre chiesto dove siano i familiari da avvisare: la badante non è un familiare a meno che non ci sia una delega».
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