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Prato

Bici sul bus e traffico slow, parte il piano

Bici sul bus e traffico slow, parte il piano

Presentata in commissione consiliare l’indagine per il nuovo progetto di mobilità sostenibile: meno auto più mezzi pubblici

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PRATO. Prendendo tutto il tempo che occorre (un anno) ma con l’obiettivo di fare uno studio serio sulla mobilità sostenibile di Prato (Pums). «In grado di risolvere - spiega l’assessore Filippo Alessi - tutti quei nodi del traffico che ci consentano di progettare interventi da qui fino al 2025 ma centrato sulla necessità di diminuire il numero di aiuto private a favore del trasporto pubblico o della mobilità alternativa». E dunque un’indagine sui flussi, sulla mancanza di una tangenziale a nord «che come conseguenza - spiega Alessi - spinge le auto ad attraversare il centro della città», la mancanza di collegamenti tra le frazioni, un migliore utilizzo della piccola zona pedonale protetta dalle telecamere, il passaggio obbligato dei bus in piazza Mercatale che l’ingolfano di mezzi e smog e l’uso di snodi scambiatori: «Nei quali cioè - prosegue l’assessore - cambiare mezzo di trasporto visto che il sistema dei bus, senza farsi illusioni, non potrà essere implementato più di tanto per le scarse risorse a disposizione. Ma se arrivando con l’auto in un dato luogo poi si potesse proseguire con il bus sul quale caricare anche la bici, forse qualche risultato si otterrebbe. Insomma - conclude Alessi - il nostro obiettivo è quello di eliminare qual tanto di provinciale che ancora resta in una città come Prato che ancora si sposta solo con l’auto privata».

Per fare questo il Comune - grazie a un bando - ha affidato lo studio a una società esterna, la Trt di Milano (49.000 euro il costo), specializzata in piani urbani della mobilità sostenibile, che avrà il compito di collaborare con i tecnici comunali. L’avvio dell’indagine è stata presentata ieri in commissione terza presieduta da Luca Roti, da Patrizia Maggeri, di Trt, specializzata in pianificazione dei trasporti (presenti, tra gli altri, il dirigente del settore Rossano Rocchi e la funzionaria Gerarda Del Reno): «Un primo passaggio riguarda - ha spiegato Maggeri - la condivisione con i cittadini, per poi passare alla redazione del quadro conoscitivo della mobilità esistente e terminare con le nuove linee di indirizzo». Entro il 2015 i tecnici della società milanese hanno intenzione di concludere un approfondimento “dal basso”: «Partiremo con un’indagine tra i cittadini (un ampione di 1.000 persone) per conoscere di quale tipo di mezzi di trasporto facciamo uso - ha spiegato Maggeri - parallelamente l’indagine si estenderà alla comprensione dei bisogni di mobilità». Una volta acquisiti questi dati «che serviranno - ha proseguito la pianificatrice - a interpretare meglio i dati Istat a nostra disposizione», l’indagine passerà allo studio vero e proprio dello stato attuale anche grazie all’utilizzo di una piattaforma tecnologica «che seguirà in tempo reale quindici nodi critici del traffico cittadino». L’uso del pannello elettronico è stato presentato da Lorenzo Tabani, ingegnere di Iles srl che collaborerà con i tecnici del Comune. «Sul pannello, oltre alla situazione reale del traffico - ha spiegato Tabani - si potranno fare simulazioni dei flussi e sulla base dei risultati, predisporre le modifiche alla viabilità per renderla più fluida». Non solo, sul tabellone apparirà anche la situazione dei sottopassi e delle zone a rischio allagamento della città «con allarmi via telefono o via mail che partiranno all’indirizzo di chi deve coordinare gli interventi». Il processo di partecipazione (che inizierà a ottobre e finanziato all’85% dalla Regione) prevede anche il coinvolgimento delle scuole, assemblee pubbliche e workshop.(c.o.)

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